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domenica 8 marzo 2026

I feedback climatici: i meccanismi nascosti che potrebbe portarci al punto di non ritorno

Articolo 20 del 08/03/2026


Per questo articolo mi sono ispirato allo scorso articolo su: Cosa succederebbe se raggiungessimo i + 2 gradi di Riscaldamento Globale (link: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/la-sorprendente-relazione-tra.html) ed al libro: 6 gradi di Emergenza Climatica di Mark Lynas ( che amo/adoro e mi ha permesso di amare di più il mio futuro lavoro).

Questa ricerca è fatta per informare e divulgare, non è per creare terrorismo, è per mostrarVi la realtà dei fatti climatici del nostro pianeta. 


Foto 1: Esempio di Feedback climatico

I FEEDBACK CLIMATICI

Un feedback climatico è un meccanismo naturale in cui un cambiamento nel clima ne causa un altro che influisce di nuovo sul clima stesso, creando un vero e proprio ciclo a catena. Questi processi possono amplificare gli effetti del cambiamento climatico (feedback positivi) o attenuarli (feedback negativi).

In Breve= Un feedback climatico è un processo in cui un cambiamento iniziale nel sistema climatico produce effetti che amplificano o attenuano il cambiamento originale.

In altre parole, il cambiamento climatico non è lineare: quando si verifica un cambiamento, questo può innescare reazioni che lo accelerano o lo rallentano ,proprio come una reazione a catena.

ESEMPIO 

Immagina un pendolo: lo spingi un po’ e torna indietro (feedback negativo). Ma se hai un meccanismo che, ogni volta che si muove, aumenta lo slancio (feedback positivo), allora il movimento diventa sempre più grande. Così funziona il clima: alcune reazioni lo spingono sempre più avanti nel riscaldamento.

Feedback positivi (amplificano il riscaldamento)

Questi aumentano gli effetti del riscaldamento globale, rendendo più difficile fermare o rallentare l’aumento delle temperature.

 Ice‑albedo feedback (ghiaccio e riflettività)

Quando ghiaccio e neve si sciolgono, superfici più scure (oceano o terra) assorbono più radiazione solare, amplificando il riscaldamento.
  • Le superfici ghiacciate e innevate riflettono molta luce solare nello spazio.

  • Quando il ghiaccio si scioglie a causa del riscaldamento, viene esposto mare o terra scura, che assorbe più calore.

  • Questo aumenta ulteriormente la temperatura, causando ancora più scioglimento del ghiaccio.

 Questo è uno dei motivi per cui l’Artico si sta riscaldando molto più rapidamente del resto del pianeta (fenomeno chiamato Amplificazione Artica).

Permafrost e rilascio di metano

Lo scongelamento del Permafrost rilascia CO₂ e metano, influenzando il Ciclo Globale del Carbonio ed il Clima.
  • Il Permafrost (suolo permanentemente ghiacciato) contiene enormi quantità di carbonio sotto forma di materia organica.

  • Quando si riscalda, il Permafrost si scioglie e rilascia CO₂ e Metano nell’atmosfera.

  • Il Metano è un gas serra molto più potente della CO₂.

  • Più Gas Serra= Più Riscaldamento= Più Permafrost si scioglie: un vero circolo vizioso.


 Feedback del vapore acqueo

L’aumento della temperatura permette all’atmosfera di trattenere più vapore acqueo, che è un potente gas serra naturale, amplificando il riscaldamento.
  • L’aria più calda può contenere più umidità.

  • Il Vapore Acqueo è a sua volta un Gas Serra naturale.

  • Quindi, man mano che il clima si scalda, l’atmosfera trattiene più umidità = Questo amplifica ulteriormente il riscaldamento.


Feedback negativi (tendono ad attenuare il riscaldamento)

Questi rallentano gli effetti del riscaldamento, però di solito sono più deboli o meno persistenti dei feedback positivi.

Feedback dalle nuvole

Le nuvole possono raffreddare riflettendo la radiazione solare o riscaldare intrappolando la radiazione Infrarossa, rendendo questo feedback uno dei più incerti nei modelli climatici

  • Le nuvole basse riflettono la luce del Sole = Raffreddano il pianeta.

  • Le nuvole alte intrappolano il calore = Riscaldano il pianeta.

Il risultato complessivo dipende da come cambiano le nuvole con il clima.

Perché i feedback climatici sono così importanti

  • Non sono lineari= Il Cambiamento Climatico non è solo : “+1 °C = qualcosa in più”. I feedback possono accelerare molto il riscaldamento oltre le aspettative basate solo sui gas serra diretti.

sabato 7 marzo 2026

Cosa Succederebbe se raggiungessimo i + 2° di Surriscaldamento Globale

 Articolo 19 del 07/03/2026 Episodio 1 di "Cosa succederebbe se..."

Episodio Numero 1 del nuovo format chiamato: Cosa Succederebbe se... . Breve spiegazione format: Ricerche di analisi di fatti che rischiano di accadere realmente.  



Vi porto nell'Argomento che mi ha portato fino a qui.  Comprendo che è molto dibattuto nella comunità scientifica, conversato, negato ( dai negazionisti climatici, i link collegati ad essi: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/negazionismo-climatico-quando-il-dubbio.html e https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/negazionismo-climatico-lesperimento-nei.html ) ed allo stesso tempo studiato per gli effetti catastrofici che può causare. Ho cercato di essere breve e preciso per cercare di dimostrarVi cosa dicono gli esperti.  Mi sono ispirato al libro: 6 gradi di Emergenza Climatica di Mark Lynas ( andato a contatto l'anno scorso perché mi era stato consigliato da uno dai miei professori di corso ITS, e da lì mi ero innamorato di esso). Troverete link come regalo per chi è interessato ad approfondire l'argomento. Sappiatelo: della mia copia ne sono molto geloso, perché è una ulteriore base della mia passione in questo Settore e materia.

Non l'ho scritto per fare il "terrorista" o per spaventarVi: il mio motivo è puramente passionale, divulgativo ed informativo. 


SITUAZIONE ATTUALE A MARZO 2026

Il cambiamento climatico sta già causando:

  • Ondate di calore più intense

  • Incendi più frequenti

  • Tempeste ed Alluvioni più violente

  • Scioglimento dei ghiacciai ed Aumento del livello del mare

GRADI
  • La temperatura media del pianeta è circa +1,4 °C rispetto all’Era Pre-Industriale.

  • Negli ultimi tre anni la media ha superato temporaneamente +1,5 °C, una soglia considerata critica dagli scienziati.


DATI DEL NOSTRO PASSATO

Recenti studi indicano che:

  • Dal 1970 al 2015 il pianeta si scaldava circa 0,2 °C per decennio

  • Negli ultimi 10 anni il ritmo è salito a circa 0,35 °C per decennio

Questo significa che il riscaldamento globale sta accelerando più velocemente del previsto.


ULTIMI 11 ANNI REGISTRATI

Dati dei principali centri climatici internazionali mostrano che:

  • Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato

  • La temperatura media globale nel 2025 è stata circa 15,08 °C, tra le più alte mai misurate. Il 2025 è stato il terzo anno più caldo della storia. 

  • Gli ultimi 11 anni sono stati gli 11 più caldi mai osservati


ACCORDO DI PARIGI 2015

L’Accordo di Parigi è il cuore della cooperazione climatica mondiale: un trattato internazionale che fissa l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale ben sotto i +2 °C e idealmente entro +1,5 °C rispetto ai livelli pre‑industriali.

Tuttavia, la situazione climatica nel 2026 mostra che il pianeta sta già superando temporaneamente +1,5 °C e le emissioni non stanno calando abbastanza velocemente.

Per mantenere vivi gli obiettivi dell’accordo, serve un’accelerazione drastica nell’azione climatica globale , tagli più forti alle emissioni, transizione verso energie rinnovabili e politiche concrete, non solo promesse. 


COSA SUCCEDEREBBE SE SUPERASSIMO I +2 GRADI

Gli studi scientifici internazionali, in particolare quelli del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) e di centri di ricerca globali, concordano che superare i +2 °C di riscaldamento medio globale comporta impatti molto più gravi e pervasivi rispetto a +1,5 °C. 

Secondo le previsioni climatiche:

  • C’è circa 70% di probabilità che tra 2025 e 2029 la media globale superi +1,5 °C.

  • Il 2026 potrebbe essere tra i quattro anni più caldi mai registrati.


A LIVELLO MARINO E DEI GHIACCIAI

  • Superare +2 °C accelera il scioglimento delle calotte glaciali e dei ghiacci polari, aumentando il livello dei mari su scala secolare.

domenica 22 febbraio 2026

Bioaccumulo nel dettaglio: il lato nascosto degli inquinanti ambientali

 Articolo 15 del 22/02/2026

Insieme a me oggi potrete leggere la ricerca sui dettagli sul Bioaccumulo, ho riportato gli effetti sulla salute degli organismi viventi e sull'umano.




Foto 1  : Differenza tra Bioaccumulo e Biomagnificazione, Foto 2 Ciclo Biogeochimico del Mercurio.


Potete trovare una base di informazioni sul Bioaccumulo, nell'articolo sui PFAS: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/02/13-del-14022026-oggi-vi-porto-nel-mondo.html

COS'È IL BIOACCUMULO? 

 Il bioaccumulo è il processo con cui una sostanza , spesso un inquinante, si accumula gradualmente all’interno di un organismo vivente (animale, pianta, insetto, ecc.) nel tempo.

 Questo accade quando la sostanza entra nell’organismo più rapidamente di quanto possa essere eliminata o degradata. In pratica: arriva più sostanza di quanta ne riesca ad espellere.

Dal punto di vista ecotossicologico, il bioaccumulo è definito come l’aumento della concentrazione interna di una sostanza chimica in un organismo nel tempo, risultante dall’assorbimento dell’agente da tutte le possibili vie (alimentazione, respirazione, contatto cutaneo), quando la velocità di assorbimento supera la velocità di metabolizzazione o escrezione.

Le sostanze che si bioaccumulano solitamente:

  • sono persistenti nell’ambiente (non si degradano facilmente);

  • sono lipofile (si dissolvono nei grassi e si immagazzinano nei tessuti adiposi);

  • vengono eliminate lentamente dall’organismo.

 Queste caratteristiche spiegano perché composti come metalli pesanti (es. mercurio, piombo) o inquinanti organici persistenti (es. PCB, DDT) tendono ad accumularsi negli organismi. 

IMPORTANZA

 Il bioaccumulo può portare a livelli molto più alti di contaminanti all’interno degli organismi rispetto all’ambiente circostante.

Questo ha implicazioni:

  • per la salute degli organismi (tossicità cronica),

  • per la sicurezza alimentare (alimenti contaminati),

  • e per l’ecosistema (catene alimentari e trasferimento di sostanze).

EFFETTI SULLA SALUTE ORGANISMI ED UMANA

Organismi

Quando sostanze chimiche tossiche si accumulano nei tessuti di un organismo nel tempo, possono interferire con varie funzioni biologiche fondamentali:

 Effetti fisiologici e organici

  • Danno al sistema nervoso= Contaminanti come Mercurio possono compromettere neuroni e funzioni cognitive, con riduzione della capacità di movimento, memoria e coordinazione.

  • Compromissione di organi vitali= Fegato e reni ,gli organi che metabolizzano e filtrano sostanze, possono subire stress o danni cronici.

 Sviluppo e riproduzione

  • Problemi riproduttivi e di sviluppo= Gli inquinanti bioaccumulati possono ridurre la fertilità, causare malformazioni o influenzare negativamente lo sviluppo embrionale e giovanile.

  • Squilibri ormonali= Molte sostanze chimiche bioaccumulabili interferiscono con il sistema endocrino (ormonale), alterando la regolazione naturale degli ormoni.

Sistema immunitario

  • Immunosoppressione= un accumulo di tossine può indebolire il sistema immunitario, rendendo l’organismo più vulnerabile a malattie e infezioni.

Umana 

Gli esseri umani vengono esposti principalmente tramite la catena alimentare, soprattutto consumando pesce, frutti di mare o altri alimenti contaminati, ma anche attraverso acqua e aria.

 Sistema nervoso e sviluppo cerebrale

  • Danno neurologico e sviluppo infantile= contaminanti come il mercurio (specie in forma di metilmercurio) possono essere particolarmente dannosi per il cervello in sviluppo dei bambini, influenzando l’apprendimento e il comportamento.

 Salute riproduttiva ed endocrina

  • Disturbi endocrini= alcuni composti bioaccumulabili agiscono come interferenti endocrini ( cioè alterano il sistema ormonale) e possono causare problemi di fertilità o sviluppo sessuale.

 Rischio di malattie croniche

  • Possibile aumento del rischio di tumori= Alcune sostanze accumulate, come PCB e dioxine, sono state associate a un aumento del rischio di certi tipi di cancro dopo esposizioni prolungate.

 Sistema immunitario

  • Immunotossicità= L’accumulo di alcune sostanze può compromettere la capacità del corpo di difendersi da infezioni e malattie.


A BASSE DOSI INVECE?

Anche se la concentrazione di una sostanza nell’ambiente è molto bassa, il fatto che si accumuli nel tempo all’interno degli organismi significa che può raggiungere livelli molto più alti nei tessuti rispetto all’ambiente esterno.

Questo è ciò che rende il bioaccumulo tanto preoccupante: non è l’esposizione immediata che conta, però il venir esposti fa accumulare la sostanza di continuo nel tempo con effetti che possono manifestarsi solo dopo anni o decenni.

DIFFERENZA CON BIOMAGNIFICAZIONE

  • Bioaccumulo= riguarda ciò che avviene dentro un singolo organismo.

sabato 21 febbraio 2026

Greenwashing: quando la sostenibilità diventa solo una strategia di profitto

 Articolo 14 del 21/02/2026

Oggi vi porto nel Greenwashing, comprendo sia un argomento complicato e complesso da spiegare essendoci molti fattori in ballo, quali: marketing, economia ( domanda-offerta), truffe e/o false dichiarazioni. Argomento trattato a scuola e nel corso di Formazione Tecnico Ambientale. Ho eseguito una ricerca su Internet cercando di essere il più semplice possibile e vi mostro i risultati. 


COS'È IL GREENWASHING?

Greenwashing è una forma di marketing ingannevole in cui un’azienda, un’organizzazione o un prodotto viene presentato come più sostenibile o ecologico di quanto non sia realmente. Le dichiarazioni ambientali possono essere false, esagerate, vaghe o non supportate da prove concrete.

 Il termine nasce nel 1986, quando l’ambientalista Jay Westerveld osservò un esempio di questo fenomeno in hotel che invitavano gli ospiti a riutilizzare gli asciugamani per “salvare il pianeta”, mentre l’hotel stesso non faceva nulla per ridurre i propri impatti ambientali reali. 

LEGISLAZIONE 

Direttiva UE 2024/825 – “Empowering Consumers for the Green Transition” EU Law

 È la normativa principale dell’Unione Europea contro le affermazioni ambientali ingannevoli (greenwashing). Entrata in vigore: 26 marzo 2024.
I Paesi UE devono recepirla nei loro ordinamenti entro il 27 marzo 2026 e sarà applicata dal 27 settembre 2026.


Cosa fa:

  • Vietata la comunicazione di claim ambientali generici o non supportati da prove verificabili.

  • Vietata la visualizzazione di etichette di sostenibilità non basate su certificazioni credibili.

  • Rafforza l’obbligo di trasparenza sulle caratteristiche ambientali dei prodotti e servizi.

 Recezione della Direttiva in Italia

L’Italia ha approvato un decreto legislativo per recepire la Direttiva UE 2024/825 all’interno del Codice del Consumo (modificandolo).

Cosa cambia:

  • Le affermazioni ambientali generiche o fuorvianti (“100% green”, “impatto zero”, ecc.) sono considerate condotte commerciali scorrette quando non sono affidabili e verificabili.

  • L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) può sanzionare le imprese che fanno greenwashing

PERCHÈ È UN PROBLEMA REALE?

Affermazioni False 

Quando le persone scoprono che molte affermazioni eco-friendly sono ingannevoli, possono diventare scettiche verso tutte le comunicazioni ambientali, scoraggiando anche pratiche veramente sostenibili.

Illude sul progresso reale 

Le aziende che fanno greenwashing sembrano fare progressi, però mancano di azioni concrete: questo può ritardare le riduzioni di emissioni e altri obiettivi ambientali cruciali.

Soldi ad aziende senza benefici ambientali come invece dichiarano

Consumatori e investitori possono spendere soldi su prodotti che non hanno benefici ambientali reali, distogliendo risorse da aziende veramente sostenibili

PERCHÈ È UN FENOMENO IN CRESCITA?

  • Cresce la domanda di prodotti sostenibili → le aziende vogliono attrarre consumatori ecoconsapevoli.

sabato 14 febbraio 2026

PFAS: Cosa sono e Ciclo in Natura

 Articolo 13 del 14/02/2026

Oggi vi porto nel mondo dei famosi PFAS, famosi in quanto siano Forever Chemicals ( spiegazione sottostante). Le informazioni principali le ho prese dall'incontro di Medicina e Sostanze del mio corso Scolastico Regionale ( obbligo di informazioni dal Ministero dell'Istruzione). Ho inoltre aggiunto semplificazioni ed approfondimento di concetti. Spero vi possa interessare, vedrò se farlo diventare un Format.



Foto 1: Ciclo PFAS, Foto 2: le Catene Molecolari delle sostanze, Foto 3: Prodotti contenenti PFAS

COSA SONO I PFAS?

I PFAS (Perfluoroalchiliche e Polifluoroalchiliche) sono una vasta famiglia di sostanze chimiche sintetiche usate da decenni in moltissimi prodotti industriali e di consumo (anti-aderenti, tessuti impermeabili, schiume antincendio, carta da imballaggio, ecc.).Sono chiamate “forever chemicals” perché non si degradano facilmente nell’ambiente e tendono ad accumularsi nel sangue e nei tessuti umani. Catene Molecolari Carbonio+ Fluoro. Resistenza chimica, fisica e biologica rende vantaggiosi i materiali essendo resistenti. Sono molto usate ad esempio il Teflon ( nome commerciale).  

2 TIPI PFAS IN BASE ALLA LUNGHEZZA DELLA CATENA:

  •  A Catena Corta = Sono più solubili si trovano meno negli animali,  però sono molto movimentati. Loro hanno elevata persistenza e diffusione. 

domenica 8 febbraio 2026

Amianto: Ricerca e mio contesto personale

Articolo 11 del 08/02/2026

Oggi vi porto nella "guerra di Famiglia" della mia vita, ossia l'Amianto. Ve la riporto come ricerca anche se l'ho trattata anche a Scuola. Ora vi spiego i motivi: Fin da ragazzino vedevo mio papà ritornare dal suo lavoro colui che lavora i tetti ( lattoniere) che tornava a casa o bardato ( con le tute protettive anti-amianto e che si vedono nei film) o , appena a casa, si doveva subito igienizzare ( con doccia ecc) onde evitare l'esposizione di noi familiari. Col passare del tempo ed aumentare della mia curiosità, gli chiesi dove lavorava ecc e lui mi disse nella ex attività di famiglia la quale rimuoveva amianto ( per via di leggi, incentivi statali ecc). Vi porto in questa ricerca ripensando a quei momenti:



Foto 1: Minerale Asbesto e Foto 2: Le coperture in Amianto



COS’È L’AMIANTO

L’amianto (o asbesto) è un termine che indica un gruppo di minerali naturali fibrosi appartenenti alla famiglia dei silicati. Le fibre sono molto sottili, lunghe e facilmente separabili, con proprietà uniche: resistenza al calore, isolamento termico e resistenza alla corrosione e alla trazione. Per queste ragioni è stato usato per decenni nell’edilizia e in vari settori industriali.

I principali tipi di amianto sono Sei: Crisotilo (bianco), Crocidolite (blu), Amosite, Antofillite, Tremolite e Actinolite.

Storia 

L’uso dell’amianto risale a tempi antichi: Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. già segnalava problemi di salute negli schiavi che vi lavoravano.

Nel Novecento l’amianto divenne un materiale industriale strategico perché economico e con ottime prestazioni tecniche. È stato ampiamente utilizzato:

  • Edilizia: Coperture, pannelli, tubazioni, coibentazioni.

  • Industria navale e ferroviaria: Isolamento termico di navi e treni.

  • Industria automobilistica: Freni e frizioni.

  • Tessuti ignifughi, guarnizioni, carta resistente al fuoco.

Produzione nel mondo

Fino agli anni ’80 l’amianto veniva estratto e prodotto in molti Paesi industrializzati. Dopo il riconoscimento dei danni per la salute la produzione è drasticamente calata nei Paesi occidentali, ma ancora oggi in alcune aree del mondo l’amianto viene estratto e utilizzato, soprattutto in Russia, Cina, Brasile e Kazakhstan, dove è impiegato nei materiali da costruzione.

In Italia l’azienda più famosa legata alla produzione di manufatti in cemento-amianto è stata Eternit, con uno degli impianti più grandi d’Europa a Casale Monferrato (AL) attivo fino al 1986.

Perché è Pericoloso

Il problema dell’amianto nasce dalla forma delle sue fibre: sottili, leggere e lunghe, se si disperdono nell’aria e vengono inalate possono raggiungere profondamente i polmoni e la pleura.

Una volta entrate nell’organismo, queste fibre non vengono efficacemente eliminate e possono causare:

  • Asbestosi = Una Fibrosi Polmonare Cronica causata dall’accumulo di fibre nei polmoni.

  • Mesotelioma = Un Tumore Maligno della Pleura (o Peritoneo), tipico dell’esposizione ad amianto.

  • Carcinoma polmonare = Il rischio di cancro al polmone aumenta con l’esposizione, soprattutto se abbinata al fumo di sigaretta.

  • Altri tumori (laringeo, ovarico)= Evidenze scientifiche mostrano associazioni anche con altri tumori.

Le malattie da amianto hanno un lungo periodo di latenza: spesso i sintomi compaiono tra i 15 e 40 anni dopo l’esposizione. 

Perché è cancerogeno

Tutte le forme di amianto sono classificate come cancerogene per l’uomo dalle principali agenzie sanitarie internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

Il meccanismo di cancerogenicità è legato al fatto che le fibre, una volta inalate, si depositano nei tessuti respiratori e irritano cronica­mente le cellule, provocando infiammazione, danno cellulare e mutazioni che possono evolvere in tumori. Non esiste una dose sicura sotto la quale l’esposizione all’amianto non sia considerata pericolosa.

Il divieto in Italia

In Italia l’uso dell’amianto è stato vietato con la Legge 257 del 27 marzo 1992 (“Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”). Con questa normativa è stato proibito l’impiego, la produzione, l’importazione e la commercializzazione di materiali contenenti amianto.

La legge ha imposto anche l’obbligo di mappatura e bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nelle costruzioni e negli impianti, oltre a un sistema di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti.

Situazione attuale

Nonostante il divieto dal 1992, esistono ancora milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto in edifici, scuole, impianti industriali e infrastrutture. La rimozione e la bonifica sono attività complesse e costose, e la pericolosità dipende spesso dallo stato di conservazione dei materiali (friabile vs non friabile).

In Italia ogni anno si registrano ancora nuove diagnosi di mesotelioma e malattie asbesto-correlate in lavoratori e cittadini esposti in passato.

Breve Legislazione

1. Legge 27 marzo 1992, n. 257

Titolo: Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto
Cos’è: la norma fondamentale che ha vietato in Italia l’uso, la produzione, l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione dell’amianto e dei materiali che lo contengono.
Cosa prevede: anche l’obbligo di inventariare e gestire i materiali contenenti amianto e di pianificare la loro bonifica.

 Decreto Ministeriale 6 settembre 1994

Titolo: Normative e metodologie tecniche di applicazione della Legge 257/1992
Cos’è: dettaglia come valutare lo stato dell’amianto nei materiali, le tecniche di controllo e gli interventi di bonifica.
Cosa prevede: modalità tecniche per analisi, manutenzione, rimozione e gestione dei materiali contenenti amianto.

 Decreto Legislativo 81/2008 – Titolo IX, Capo III

Titolo: Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Cos’è: disciplina la tutela dei lavoratori esposti all’amianto sui luoghi di lavoro.
Cosa prevede: obblighi per i datori di lavoro su valutazione del rischio, prevenzione, formazione, sorveglianza sanitaria e misure di protezione.

 Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 213 (in vigore dal 24 gennaio 2026)

Titolo: Attuazione della direttiva UE 2023/2668
Cos’è: aggiorna e rafforza la disciplina italiana su amianto nei luoghi di lavoro, integrando la normativa europea.
Cosa cambia: maggiori obblighi di individuazione preventiva, misurazioni più rigorose, formazione e controlli; aggiornamento delle soglie di esposizione e delle procedure operative.

Altre leggi:

  • D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 114 – norme su inquinamento ambientale (aziende e siti con amianto).

  • D.Lgs. 36/2003 – recepimento direttiva rifiuti (gestione delle discariche di rifiuti, compresi quelli con amianto).

  • Art. 20 Legge 23 marzo 2001, n. 93censimento dei siti con amianto e interventi di bonifica.

  • D.M. Ambiente 18 marzo 2003, n. 101 – regole per la mappatura e la bonifica urgente

CONCLUSIONE

Nonostante l'Amianto sia veramente bandito, ne troviamo effetti ed esposizione attualmente. Per questo caso non è colpa di nessuno, le leggi come vi ho riportato, iniziano dal 1992 e si parla di 34 anni fa. Se vorrete Articolo di ricerca dove cerco chi l'ha inventato o quale azienda, questo articolo l'ho voluto generalizzare in modo che chiunque lo capisca. Ci tengo molto a questo argomento dal punto di vista personale e professionale perché ho vissuto, nonostante ero un bambino-ragazzino, sulla mia pelle e ci tenevo a condividerlo con voi.

REGALO A VOI LETTORIONA crea mappa interattiva: segnalati i siti contaminati , Mappatura Nazionale | Sportello Amianto Nazionale

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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Se siete una testata giornalista e vi interessa una collaborazione ( interviste, articoli ecc) potete contattarmi in direct su Facebook e vi darò miei contatti personali.

FONTI= https://www.salute.gov.it/new/it/tema/rischio-chimico/il-problema/ , https://www.ok-salute.it/salute/siamo-ancora-esposti-al-rischio-amianto/ , https://almanacco.cnr.it/articolo/3778/amianto-l-incorruttibile-assassino , https://www.rimedilizia.it/approfondimenti/la-storia-dellamianto-in-edilizia-11 , https://www.avvenire.it/attualita/amianto-perche-e-ancora-un-problema-serio_67627 , https://www.ediliziaesmaltimento.it/cose-lamianto-perche-fa-male , https://it.wikipedia.org/wiki/Eternit , https://www.inail.it/portale/prevenzione-e-sicurezza/it/come-fare-per/conoscere-il-rischio/polveri-e-fibre/amianto.html , https://it.wikipedia.org/wiki/Asbestosi , https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/asbestosMappa del rischio amianto e bonifica , https://www.insic.it/tutela-ambientale/bonifiche-articoli/amianto-bonifica-rimozione-e-smaltimento , https://www.sportelloamianto.com/amianto-dal-24-gennaio-cambia-tutto-pubblicato-il-decreto-legislativo-31-dicembre-2025-n-213

domenica 25 gennaio 2026

Aria urbana vs aria naturale: la verità

 Articolo 7 del 25/01/2026 Episodio 1 di VS

Oggi vi vediamo insieme ( per me è uno studio e passione personale) nella Ricerca Personale della composizione dell'Aria in Natura e nelle città.



Il ruolo dell’Atmosfera Terrestre

L’atmosfera terrestre è l’involucro gassoso che circonda il nostro pianeta e ne regola la fisica del clima, la distribuzione termica e l’energia radioattiva. Come avete potuto leggere nella Ricerca sulla Provincia di Varese è instabile e fortemente condizionato da molteplici fattori. In Climatologia e Meteorologia il clima è dinamico:

La Dinamicità

L’aria è un sistema dinamico: la sua composizione, temperatura, umidità e pressione variano nello spazio , nel tempo e influenzano fenomeni meteorologici (venti, stabilità atmosferica, inversioni termiche) e processi chimici che determinano la qualità dell’aria stessa.

Il clima non è/ha un valore fisso: è il risultato della media e della variabilità di grandezze come temperatura, vento, precipitazioni, umidità su decenni. Queste grandezze cambiano continuamente perché l’atmosfera è un sistema dinamico e complesso, che risponde a forze interne ed esterne.

In  breve influenzano:

  • Variabilità: sbalzi giornalieri o stagionali del tempo (es. freddo, caldo, pioggia).

  • Medie climatiche: comportamento statistico su lunghi periodi (30 anni o più).

La dinamicità deriva dal fatto che le componenti del sistema climatico  ,atmosfera, oceani, ghiacci, biosfera , si scambiano continuamente energia, vapore acqueo, calore e influenzano reciprocamente l’evoluzione delle condizioni atmosferiche.


Composizione dell’aria naturale (non-inquinata)

In condizioni atmosferiche ideali e lontano da pressioni antropiche significative, l’aria è una miscela stabile di gas, con le seguenti frazioni volumetriche principali:

  • Azoto (N₂)=Circa il 78% gas maggioritario, relativamente poco reattivo.

  • Ossigeno (O₂)= Circa il 21% essenziale per la respirazione aerobica e i processi di combustione.

  • Argon (Ar)Circa il 0.9% gas nobile, chimicamente poco reattivo.

  • Anidride carbonica (CO₂)=Circa il 0.04% (variabile),  gas serra naturale, con forte influenza sul bilancio radiativo globale.

  • Gas in traccia (Ne, He, Kr, H₂, O₃ in tracce, altri): molto minori ma comunque presenti.

  • Vapore acqueo (H₂O): altamente variabile (dipende da temperatura, umidità), però cruciale per clima e meteorologia.

Questa composizione rappresenta l’aria troposferica di fondo non influenzata da inquinamento antropico.

Ambiente urbano: la chimica dell’inquinamento

 Cos’è l’inquinamento atmosferico

L’inquinamento si verifica quando la composizione naturale dell’aria viene alterata da sostanze che raggiungono concentrazioni tali da essere nocive per la salute o per l’ambiente. Questa alterazione può essere causata da fonti naturali (vulcani, incendi boschivi, attività biologiche) o antropiche (trattori, traffico, impianti industriali).

Inquinanti tipici nelle città

Nelle città/ aree urbanizzate ed industrializzate osserviamo= Oltre ai gas costituenti l’aria naturale, la presenza di inquinanti primari (emessi direttamente) e inquinanti secondari (formati da reazioni chimiche in atmosfera):

Gas Inquinanti Primari:

  • Monossido di carbonio (CO) =  Prodotto da combustione incompleta (es. veicoli e qualsiasi attività di Combustione).

  • Biossidi di azoto (NO₂) e ossidi di azoto (NOₓ)=  Tipici degli scarichi dei motori e impianti termici ( es. Inceneritori e Termovalorizzatori- nel secondo caso ci sono sistemi di Monitoraggio per la quantità rilasciata in Atmosfera. Parere da Tecnico del Settore: C'è comunque un rilascio anche se minore, ero rimasto post formazione che si sta lavorando a ridurre anche il minor impatto).

  • Biossido di zolfo (SO₂) = Prodotto da combustione di combustibili fossili ad alto contenuto di zolfo, come nel settore industriale.

  • Composti organici volatili (COV-VOC) = Molto importanti nei sistemi di rilevazione e Monitoraggi Indoor ( letteralmente dentro casa vostra, nelle vostre aziende o comunque luoghi al chiuso) legati a solventi, benzine e processi industriali.

Inquinanti Secondari e Particolati:

Questi componenti non sono significativi nella composizione naturale dell’aria, però nel nostro Ambiente Urbano possono raggiungere concentrazioni elevate, soprattutto in condizioni meteorologiche stabili (inversioni termiche, scarso vento) che limitano la dispersione.

 Interazione tra chimica atmosferica e condizioni meteorologiche

Da un punto di vista meteorologico, la distribuzione degli inquinanti è governata da:

  • Circolazione atmosferica locale e sinottica (venti, depressioni, anticicloni).

  • Temperatura e stratificazione verticale (inversione termica blocca gli strati di aria e concentra gli inquinanti vicino al suolo).

  • Irraggiamento solare — favorisce processi fotochimici come la formazione di ozono.

Questi fattori determinano l’intensità e la durata degli episodi di inquinamento nelle aree urbanizzate.

Inversione Termica spiegazione

In condizioni normali, la temperatura dell’aria diminuisce con l’aumentare dell’altitudine, e questo permette all’aria calda (e agli inquinanti che contiene) di salire e disperdersi.

Ma a volte succede il contrario: si forma una Inversione Termica:
  • Strati d’aria più calda si posano sopra strati più freddi vicino al suolo.

  • Questo crea una sorta di "blocco/coperchio/tappo" che blocca la circolazione verticale dell’aria.

  • Il risultato? Gli inquinanti rimangono vicini al suolo e si accumulano, peggiorando la qualità dell’aria.

Le inversioni termiche sono comuni nelle notti serene o in presenza di alta pressione ( in meteorologia/climatologia si parla di Sole, Cielo Sereno), e possono durare anche per giorni, specialmente in inverno.

Conclusione scientifica

In sintesi:

  • L’aria naturale è dominata da N₂, O₂, Ar e CO₂ con gas in traccia e vapore acqueo variabile.

  • In aree urbane e industriali, l’aria contiene anche inquinanti chimici (CO, NO₂, SO₂, COV, PM) che alterano la composizione naturale e hanno impatti fisici e sanitari.

  • Le scienze climatiche (climatologia, meteorologia e la chimica dell’atmosfera) sono fondamentali per comprendere come questi composti si distribuiscono e trasformano nello spazio e nel tempo.

Conclusione diversa dagli altri miei articoli che ci tengo sappiate:

  • Dinamicità climatica = Il Clima è in continuo movimento e cambiamento perché dipende dall’interazione di molte componenti fisiche e chimiche che si influenzano l’un l’altra.

domenica 18 gennaio 2026

L’inquinamento in Provincia di Varese spiegato senza filtri

 Articolo 5 del 18/01/2026

Articolo su richiesta di un mio amico stretto: oggi vi parlo della Provincia di Varese ed il suo inquinamento aereo. Premesso: è qualcosa che ho studiato sia a scuola ITS in questi due anni ( questo mio Secondo ed ultimo anno scolastico ITS) sia al Corso da Tecnico Ambientale. 


Cartina Provincia di Varese

RICERCA SUL WEB/IA/ SITI E DATI UFFICIALI

La Provincia di Varese è un territorio fortemente urbanizzato e densamente popolato, con caratteristiche specifiche che la collocano tra le aree economicamente attive della Lombardia:

  • Popolazione residente (2025): Dati ISTAT indicano che vivono circa 881.907 abitanti, collocando la provincia tra le più popolose d’Italia e la 4ª in Lombardia per numero di residenti tra le province (dopo Milano, Brescia e Bergamo).

  • Densità abitativa: circa 732 abitanti per km², superiore alla media regionale (circa 417) e nazionale (circa 195).

  • Distribuzione della popolazione: la maggioranza della popolazione (circa 68,8%) vive in comuni con meno di 20.000 abitanti, ma esistono centri urbani significativi come Busto Arsizio ( circa 82.951 abitanti) e Varese ( circa 78.409 abitanti).

Questi numeri mostrano come, pur non essendo densamente urbanizzata come l’area milanese, Varese sia un sistema urbano con un’ampia base di popolazione e nodi urbani rilevanti, fattori importanti per comprendere traffico, consumo energetico e relazione tra città e ambiente.

Industrializzazione e struttura economica

La provincia è caratterizzata da un tessuto produttivo fortemente industrializzato e manifatturiero, con una tradizione storica nell’industria meccanica, tessile e manifatturiera:

  • Industria manifatturiera: il settore industriale ha un peso significativo nel valore aggiunto e dell’occupazione, con un’elevata densità di imprese attive e specializzate.

  • Export e valore aggiunto: nel 2020 l’export varesino ha raggiunto quote rilevanti, attestandosi a circa 9,1 miliardi di euro con saldo commerciale positivo, testimonianza di una forte vocazione industriale ed esportatrice.

  • Settori industriali chiave: la provincia si distingue per la presenza di nicchie produttive di eccellenza (gomma e materie plastiche, chimico-farmaceutico, tessile e metalmeccanico), rendendola uno dei poli manifatturieri di rilievo in Italia.

Geografia e Geologia 

Struttura geografica della Provincia di Varese

La Provincia di Varese si trova nella porzione nord-occidentale della Lombardia, a ridosso del confine con la Svizzera. Si estende su una superficie di circa 1.200 km² e comprende 136 comuni con un territorio molto vario dal punto di vista fisico e paesaggistico.

Tre fasce altimetriche principali

Procedendo da nord verso sud, il territorio si può suddividere in tre bande altimetriche distinte:

  1. Fascia montana (circa 32% del territorio)= Rilievi superiori ai 600 m s.l.m ( s.m.l acronimo di Sopra Livello del Mare- quota altimetrica), parte delle Prealpi Varesine, che segnano il passaggio dalle Alpi alla Pianura Padana. In questa zona si trovano montagne come Campo dei Fiori (fino a 1.227 m di altitudine) e vette minori come il Monte Scerrè ( circa 796 m).

  2. Fascia collinare (circa 46%)=Terreno ondulato tra circa 200 m e 600 m di quota: è qui che si collocano molte aree abitate, le colline moreniche modellate dai ghiacciai e i corsi d’acqua minori.

  3. Zona pianeggiante (circa 22%)= Parte meridionale della provincia, con altitudini inferiori ai 200 m, dove il territorio si appoggia sulla Pianura Padana e dove si sviluppano centri urbani e aree produttive.

Laghetti e bacini lacustri

Il territorio è caratterizzato da un tipico paesaggio lacustre prealpino. Molti piccoli laghi hanno origine glaciale, tra cui:

  • Lago di Varese – un lago glaciale esteso circa 15,3 km² che domina il paesaggio della città e la conca circostante.

  • Lago di Biandronno (238 m s.l.m.) – conca glaciale e riserva faunistica.

  • Lago di Ghirla (442 m s.l.m.) – altro bacino di origine glaciale nel settore prealpino nord.

Questi specchi d’acqua sono tipici dei rilievi modellati dai ghiacciai nel corso delle glaciazioni quaternarie, che hanno lasciato depositi morenici, coni di deiezione e laghi in conche di blocchi glaciali.

Fiumi e vallate

Importanti sistemi fluviali attraversano il territorio: la Valle Olona, scavata dal fiume Olona, testimonia l’azione erosiva dell’acqua su depositi alluvionali e morenici nella parte meridionale della provincia.

Struttura Geologica della Provincia di Varese

La geologia del Varesotto è il risultato di processi plurimi e complessi, dalla formazione delle Alpi e Prealpi alla modellazione glaciale recente:

-Basamento cristallino e successione sedimentaria

La parte settentrionale della provincia si basa su un substrato cristallino metamorfico (rocce antiche), di età precarbonifera, costituito da materiali come micascisti, gneiss e graniti.

Su questo basamento sono sovrapposte rocce di origine più recente:

  • Formazioni vulcano-intrusive permiane ( circa 280–225 milioni di anni fa)

  • Strati sedimentari marini calcareo-dolomitici del Mesozoico

  • Depositi conglomeratici, arenacei e argillosi del Cenozoico

Questa successione testimonia lunghi cicli geologici: dalle antiche profondità marine alla formazione delle catene montuose alpine e prealpine.

-Depositi quaternari e modellazione glaciale

Gli strati superficiali del territorio, soprattutto nella fascia collinare e pianeggiante, sono costituiti da depositi quaternari come ghiaie, sabbie e argille derivati da eventi glaciali, fluvioglaciali e lacustri durante le ultime glaciazioni ( circa1,8 milioni di anni fa).

Questi depositi:

  • formano le colline moreniche, tipiche dell’area prealpina;

  • influenzano permeabilità e falde idriche che alimentano acquiferi locali;

  • determinano la distribuzione dei suoli fertili della bassa provincia.

La presenza di faglie geologiche è documentata nelle carte litologiche del territorio e rappresenta un elemento strutturale importante per l’interpretazione del sottosuolo e della sismicità locale.

Elementi geomorfologici di rilievo

Campo dei Fiori

Il massiccio del Campo dei Fiori è uno dei principali rilievi prealpini della provincia, con rocce sedimentarie di origine marina che testimoniano antichi ambienti marini e successivi sollevamenti tettonici legati all’orogenesi alpina.

  • Elevazione massima: 1.227 m s.l.m.

  • Presenta complessi paleontologici e strutture carbonatiche tipiche di facies sedimentarie marine.

Monte San Giorgio

Nell’area di confine con la Svizzera si trova il Monte San Giorgio, celebre per i suoi giacimenti fossiliferi triassici (oltre 200 milioni di anni fa) ed entrato nella Lista UNESCO per il valore geologico e paleontologico.

Rilevamenti ambientali: qualità dell’aria in Provincia di Varese

Dati recenti ARPA Lombardia (2025)

Secondo i più recenti rilevamenti certi di ARPA Lombardia:

  • PM₂.₅ (media annuale): circa 13 µg/m³, uno dei valori più bassi tra tutte le province lombarde.

  • PM₁₀ (superamenti giornalieri): nel 2025 solo 3 giorni oltre la soglia di 50 µg/m³; nel 2024 solo 5 giorni oltre soglia, risultati significativamente migliori rispetto a molte altre città lombarde.

  • Biossido di azoto (NO₂): media annuale attorno a 34 µg/m³, ben sotto il limite normativo di 40 µg/m³ e tra i più bassi dei capoluoghi lombardi.

Questi dati mostrano un quadro positivo della qualità dell’aria a Varese, nonostante la presenza di popolazione e attività industriali. Così sembra: raggiungete il fondo per darvi spiegazioni. 


Confronto con altre province lombarde più inquinate

ProvinciaPM₂.₅ medio annuoPM₁₀ superamenti (anni recenti)NO₂ medio
Varese~13 µg/m³3-5 giorni sopra soglia~34 µg/m³
Milano~21 µg/m³64 superamenti (2025)~38 µg/m³
Cremona~22-24 µg/m³molte decine di superamentitendenzialmente più basso di Milano
Altre province (Lodi, Brescia ecc.)~17-24 µg/m³decine di superamenti27-38 µg/m³

Se guardiamo ai livelli di PM10 rilevati anni recenti (dati ARPA Regione Lombardia):

ProvinciaMedia PM10 media annua (indicativo)
Milano35-36 µg/m³
Monza e Brianza~32 µg/m³
Brescia~32 µg/m³
Como~28 µg/m³
Varese~23 µg/m³
Sondrio~20 µg/m³
Fonte: dati storici ARPA Lombardia

Varese può rappresentare un caso di contesto urbano-industriale con buone performance ambientali nel confronto regionale, pur restando parte di un’area (la Pianura Padana) con problematiche diffuse di qualità dell’aria. 

-ATTENZIONE- IMPORTANTE CAPIRE IL CONCETTO

Amo ciò che è aria ed il suo equilibrio in Natura ( con la sua componente chimico-fisica alla presenza di molteplici sostanze, gas, microparticelle che non vediamo ad occhio umano) per questo sono entrato in questo Settore.

Breve approfondimento per chi non è del Settore: PM sta per Particolato Medio ossia insieme di Polveri sottili di una certa grandezza- i numeri vicini sono il numero di microgrammi ( esempi da che attività viene rilasciato: cementifici, acciaierie, smaltimento rifiuti, produttori di plastica e sua lavorazione ecc, non solo quello anche la produzione di Energia Elettrica da combustibili fossili sempre menzionabili). Il PM è noto perché da PM0.1 a PM2.5 è talmente piccolo da entrare nelle nostre vie aeree ( naso e bocca) e ci crea danni al fisico umano, non avviene tutto subito, sono anni ed anni di esposizione ad esso che ce li crea. Poi i danni sono soggettivi tumori sono un grosso esempio. µg indica Microgrammi medi misurati ossia grandezze delle Microparticelle invisibili ad occhio umano.

Sempre rilasciate assieme al PM,  ci sono però anche  CO2-Anidride Carbonica, NO2-Biossido di Azoto,O3-Ozono che sono gas di rilascio che si accumulano nella parte atmosferica della Terra (nel dettaglio sopra le nostre città si crea un 'cuscinetto' chiamata Isola di Calore per via di tutte le sostanze che senza saperlo/volerlo rilasciamo. Sono nelle città fa più caldo rispetto che in Natura: nel bosco e nella Foresta. Questa Isola di Calore (che ogni città ha- chi più chi meno) fa in modo da creare così un micro-clima atmosferico con il proprio micro ciclo atmosferico dei gas spiegati sopra e chissà quanti altri. Il Clima nelle Isole di Calore è  caldo sempre più caldo e freddo sempre più freddo. Questa esagerazione è data dalla ricerca di equilibrio atmosferico del nostro Pianeta, non capendo perché in quella zona faccia più caldo o più freddo per esempio- tralasciando i fenomeni atmosferici estremi che sono un ulteriore conseguenza di questa situazione). Spero comprendiate e comprendiate la mia preoccupazione.  

Esempio della Foto Tramonto che vii spiego sotto

Ora vi lancio la Bomba: Sapete quelle bellissime foto al Tramonto del Sole ed il colore Arancione? Non è così bello a livello Tecnico. Vi domanderete che 'sto a dì= quella è proprio NO2 ( ed altri gas e sostanze aerofone simili)  perché il Biossido di Azoto ha reazione fotosensibile ossia che i raggi UV del Sole  vengono assorbiti dal NO2 nella seguente equazione: NO2+luce= NO+O. Cosa deduco: c'è una scomposizione chimico-fisica delle molecole ,e per farla breve: quell'Ossigeno in eccesso si somma all'Ossigeno (O+O2= O3) già presente nel nostro Clima, favorendo la crescita di O3 (Ozono, che crea danni in Atmosfera a noi ed agli animali, però non nella Barriera di Ozono posta intorno alla Terra).  Da aggiungere: l' NO- Monossido di Azoto rimasto ,dalla scomposizione, ha un'ulteriore somma ( che solo in determinate condizioni) ossia NO+ O3= NO2+O2. Ritornando al Ciclo all'inizio Infinito. Questo Processo chiamato Smog Fotochimico nelle ore diurne.

La Caduta di O3-Ozono,PM-Particolato Medio, NO2-Biossido di Azoto avviene solo con Pioggia. Lo spostamento/movimento avviene con Nebbia o con Vento= Con Nebbia è un miscuglio tra Pioggia e Vento ,ossia c'è un leggero movimento delle sostanze e gas ecc ( e non solo anche Virus e batteri). Con la Pioggia queste sostanze cadono a terra, su asfalto ecc ( nei miei studi sono arrivato qui). Con Vento: significa che il Problema rimane, però da un'altra Parte del Mondo in quanto Trasportato, poi se c'è il Sole/Luce ed ulteriore sommatoria di sostanze ritorniamo da capo della mia spiegazione.

Spiegazione semplice del fenomeno atmosferico con aiuto dell'IA= Il cielo arancione al tramonto non è causato solo dal NO₂. È principalmente dovuto al fenomeno di scattering della luce solare: quando il sole è basso, la luce attraversa più atmosfera e le componenti blu vengono diffuse, lasciando rosse/arancioni le lunghezze d’onda più lunghe. In presenza di inquinanti e particelle sospese, l’effetto arancione è spesso amplificato perché queste sostanze diffondono e assorbono le componenti blu-verdi più efficacemente, accentuando i toni caldi.

-So che è dura da mandare giù e che non farete come me che guarda il Tramonto e pensa " C'è troppo Biossido". Spero abbiate capito perché mi ci son volute delle ore per non commettere errori. C'ho messo 3 ore tra un argomento e l'altro. 

P.S= La linietta obliqua è simbolo del circa ( in quanto non abbiamo dati stabili, ci sono attrezzature ( mini attrezzature, se volete, stanno in una mano) di rilevamento che ti danno una media del giorno/ora/ minuti ecc, quelli scientifiche professionali sono più grosse e più ampie di una mini che sono di ARPA- su di loro son più sicuro- danno più tempo di registrazione dati e so una media annua, non esiste qualcosa che dia una stabilità essendo già il Clima instabile).

Come avrete capito da questo mix di urbanizzazione e industria implica emissioni antropiche di inquinanti ( ricordatelo ai negazionisti link al mio articolo su di loro: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/negazionismo-climatico-quando-il-dubbio.html), anche se l’assetto del territorio e le politiche locali di controllo influenzano significativamente la qualità dell’aria. Nel senso che essendo circondato da Montagne c'è un accumulo su di esse e le sostanze sono più inclini a spostartsi. Come avete potuto leggere prima c'è un'alta concentrazione di PM2.5, PM10. Inoltre la Lombardia è la Regione più inquinata d'Italia e come vi ho spiegato sopra, col Cambiamento Climatico, nulla è stabile. 2025 basso, nel 2026 può sempre peggiorare, a livello temporaneo a lungo termine spero capiate perché anche quei dati non mi piacciono. Però a differenza di qualcuno, vi ho spiegato le reazioni e sommatorie di queste sostanze e gas all'interno della nostra Atmosfera, aggiunta la sua instabilità non siamo in una posizione da negare o dire che va tutto bene. La soluzione non solo è Piantare Alberi, usare fonti rinnovabili, anche avere Estrattori di CO2 ( attualmente in aggiornamento/ evoluzione ed espansione) dobbiamo puntare sulla Tecnologia che ci possa aiutare in questi problemi e sempre monitorare.

Regalo a Voi Lettori ( il sito che amo a livello ambientale)Indice di qualità dell'aria (AQI) di Varese e inquinamento atmosferico in Italy | IQAir

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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Fontihttps://www.atovarese.it/amministrazione/lufficio- dambito/territorio/ , https://en.wikipedia.org/wiki/Campo_dei_Fiori_di_Varese , https://www.biologiamarina.eu/Massiccio_Campo_dei_Fiori.html , https://cartografia.provincia.va.it/downloads/PTCP/Approfondimenti_tematici/Apprvolume2.pdf , https://en.wikipedia.org/wiki/Olona_Valle , https://www.varesenews.it/2025/12/qualita-dellaria-varese-e-la-migliore-in-lombardia-secondo-i-dati-arpa-del-2025/2441374 , https://www.varesenews.it/2025/01/qualita-dellaria-varese-al-top-in-lombardia-solo-5-giorni-di-superamento-soglie-nel-2024/2126973/ , https://www.varesenews.it/2025/10/lo-smog-torna-a-soffocare-la-lombardia-traffico-e-diesel-i-principali-indiziati/2371387/ , https://www.comune.varese.it/amministrazione/documenti_e_dati/documenti_tecnici_di_supporto/documento_1022.html

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