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domenica 22 marzo 2026

Riciclo VS Consumo

 Articolo 24 del 22/03/2026 Episodio 3 del format VS ed Episodio 2 del Format i Rifiuti

Primo del format Aria Naturale VS Aria Urbana : https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/aria-urbana-vs-aria-naturale-la-verita.html

Secondo episodio Format Vaporeo Acqueo Naturale VS  Vapore Acqueo Centrali Nucleari: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/02/vapore-acqueo-naturale-vs-vapore-acqueo.html



Oggi vi porto 2 temi importanti e che ci tocca tutti i giorni: Riciclo VS Consumo.

Lo so che sembra scontato però mi sembra giusto darVi più dettagli in merito alla questione reale che viviamo nella quotidianità. Il mio obiettivo su questo articolo è informarVi e dirVi la realtà dei fatti al di là di ideologie e contesti personali. Più informazioni sui rifiuti al link: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/la-biodegradibilita-dei-rifiuti.html





ERA IN CUI VIVIAMO

Viviamo in un'Era dove comprare e consumare è diventato il centro della vita quotidiana. 

CONSUMO

Definizione Treccani (Enciclopedia)= Il consumismo è una tendenza tipica delle società moderne in cui si spinge ad aumentare i consumi, spesso anche oltre i bisogni reali.

Viene manifestato come: compriamo più del necessario,  spesso prodotti “non essenziali” .Il tutto stimolati da pubblicità e social. Infatti non serve solo a soddisfare bisogni, però serve a creare desideri.

Il ruolo che hanno Social Media, TV e Pubblicità è un modello quale: marketing sempre più aggressivo esempio(che non solo a me capita) : le chiamate dei call center. Ecco aprite la vostra mente/immaginazione a 360 gradi.  Oppure a chi capita di seguire persone famose sui social media che mostrano stili di vita “ideali” perché loro fanno e tu no. Mettendo pressione psicologica a comprare per “essere all’altezza”. Questo alimenta il consumismo da modelli culturali e mediatici.


( PS= Non vi sto giudicando, tramite questa ricerca su questo argomento sto cercando di farVi mettere nei miei panni. Penserete che son un ragazzo che ha voglia di rompere le scatole, e va bene, però prima preferisco dirVi come stanno i fatti reali, sta a voi il ragionare e riflettere).

Risultato 

Risultato che FORSE nessuno vi dice ( che però i più attenti avranno individuato leggendo lo scorso articolo. Su che fine facevano i rifiuti nella Terra dei fuochi. Link: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-la-terra-dei-fuochi.html ). Fate conto che consumiamo più velocemente di quanto il pianeta riesca a sostenere, infatti ogni oggetto/prodotto/ materiale ha un Peso Specifico e poi buttato, questo genera volume e serve uno spazio per smaltirlo e tempo. 

I problemi fondamentali sono: 

  • Vengono progettati prodotti per durare poco (usa e getta). Comprendo che almeno in Europa si era mosso qualcosa. Esempi: i tappi delle bottiglie di plastica, i bicchierini non più in Plastica però ora sul mercato in Carta.

domenica 1 marzo 2026

ENI e controversie ambientali

Articolo 17 del 01/03/2026


Oggi vi porto in una ricerca di 2 ore inerente e come protagonista ENI, era nata sul Greenwashing, poi ho voluta ampliarla. Ampliamento è dato che, quando m'innamorai di questo settore, nelle mie ricerche non ho mai trovato una Base Generale su Eni scritta. Ossia una base su cui capire meglio situazioni di questa azienda Statale. Eni che come sapete tutti è sotto lo Stato Italiano. Ho voluto essere più informativo/ divulgativo. Da quando mi sono innamorato del settore Ambientale che ogni volta compare sempre qualche problema su ENI in tale settore, ho voluto riportarvi casi, controversie su questa azienda. Desidero farvi riflettere sulla realtà dei fatti e non sulla "pubblicità" loro, certo dichiareranno che vogliono fare la transizione energetica, bene perché non investire i miliardi di fatturato netto in energie rinnovabili? 

Questo articolo è per informare, non è per buttare fango su questa azienda. Se dicessi i miei personali, diciamo che qualcuno si offende. Questo articolo è nella speranza che raggiunga chi decide, ad associazioni ambientali ed interessati o che seguono/ documentano la vicenda, ed abbiano un ulteriore base di ricerca informazioni per i loro scopi. 

Logo ENI


Foto 1 posizione di ENI nel mondo 

CHI È ENI/PLENITUDE?

 ENI S.p.A. è una multinazionale italiana dell’energia, fondata nel 1953, attiva storicamente nel petrolio e nel gas, ma con attività che includono anche chimica, biocarburanti e nuove tecnologie energetiche.

Impegni dichiarati da Eni/Plenitude

  • Plenitude si presenta come azienda impegnata in una transizione energetica sostenibile, con focus su energia rinnovabile, mobilità elettrica e neutralità carbonica.

  • ENI ha annunciato obiettivi di riduzione delle emissioni e progetti di compensazione (ad es. crediti di carbonio).

Critiche da ONG e osservatori

  • Ambientalisti sostengono che molte delle strategie ambientali siano più di immagine che reali, specie quando vengono usati crediti di carbonio per fare apparire emissioni più basse senza ridurre realmente i combustibili fossili.

 Casi giudiziari e controversie

Cause per danni climatici

  • Nel 2023- ad oggi, Greenpeace e ReCommon, insieme ad alcuni cittadini, hanno intentato una causa climatica contro ENI, sostenendo che l’azienda abbia contribuito in modo significativo al cambiamento climatico pur essendo consapevole dei rischi ambientali fin dagli anni ’70.

  • Nel luglio 2025 la Corte di Cassazione italiana ha confermato che il processo può proseguire davanti al Tribunale di Roma.

Azioni legali di ENI contro critici

  • ENI ha avviato diverse cause per diffamazione contro giornalisti e ONG critiche, che alcune associazioni definiscono SLAPP (“causa legale strategica contro la partecipazione pubblica” o anche “azione legale strategica per contrastare la partecipazione pubblica”ovvero cause percepite come mirate a intimidire chi denuncia l’impatto ambientale dell’azienda.

Indagini su Plenitude

  • L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha indagato Plenitude nel 2025 per presunte pratiche commerciali scorrette nelle comunicazioni di rinnovo contrattuale. Il caso si è chiuso con impegni migliorativi e compensazioni per clienti.

 Multe, sanzioni e controversie 

  • Nel Settembre 2025 Sanzione di €336,2 milioni per Cartello sui prezzi dei carburanti= Nel settembre 2025 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha multato sei compagnie petrolifere, tra cui Eni. Il totale delle multe per sei compagnie petrolifere è stato oltre €936 milioni , con Eni responsabile di circa €336,2 milioni, la più alta fra tutte. Secondo l’AGCM, l’accordo è durato dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2023 e ha portato a un forte aumento artificiale del valore di quella componente.

  • Abuso di posizione dominante nel mercato delle bioplastiche €1,7 milioni (2025) a Novamont di proprietà Eni= Sempre l’AGCM ha multato Eni insieme alla sua controllata Novamont per pratiche che avrebbero ostacolato la concorrenza nel mercato degli ingredienti per bioplastiche usati per sacchetti biodegradabili. A Eni è stata comminata una multa di circa €1,7 milioni in base alle regole antitrust italiane. 

  • Nel 2020 ENI fu multata per 5 milioni di euro dall’AGCM per pubblicità ritenuta ingannevole del carburante “green diesel”=  Pubblicizzata come ambientalmente vantaggioso pur non essendo a basso impatto. Successivamente il Consiglio di Stato italiano ha annullato parte di quella multa, sostenendo che termini come “green” non potessero essere completamente vietati su tali prodotti.

  • Sanzioni a Eni Gas e Luce  di circa €11,5 milioni (2020)= L’autorità italiana per la protezione dei dati (Garante privacy) aveva multato Eni Gas e Luce per telemarketing non autorizzato e attivazioni inaspettate di contratti, con sanzioni complessive di circa €11,5 milioni.

  • In passato Eni è stata coinvolta in sanzioni dell’antitrust con altri fornitori di energia elettrica per pratiche commerciali aggressive (es. nel 2016 circa €3,6 milioni).

  • Cause civili e penali legate a operazioni estere (Nigeria, Congo) = Ci sono stati procedimenti giudiziari in passato in cui Eni e alcuni dirigenti sono stati implicati in indagini su presunti accordi corruttivi per concessioni in Africa però non sempre questi hanno portato a condanne o sanzioni definitive contro l’azienda stessa. In quanto lì hanno pozzi petroliferi a cielo aperto e sfruttamento della mano d'opera. ( Vedi Disastri Ambientali Documentati).

Perché arrivano le critiche ENI/Plenitude

Accuse di greenwashing

  • Greenpeace accusano Eni di greenwashingcioè di mettere in evidenza impegni o prodotti “virtuosi” per migliorare l’immagine senza fare reali cambiamenti strutturali nella riduzione dei combustibili fossili.

Contributo ai cambiamenti climatici

  • Gruppi ambientalisti sostengono che le attività di ENI nella produzione di petrolio e gas contribuiscano pesantemente alle emissioni globali di gas serra, aggravando il cambiamento climatico.

Strategie giudiziarie contro critici

  • Le cause legali intentate da ENI contro ONG e giornalisti sono viste da molte associazioni come un tentativo di intimidire chi denuncia impatti ambientali, limitando la libertà di espressione e la partecipazione pubblica nel dibattito climatico.

Richieste di cambiamento industriale

  • Legambiente, Greenpeace e altre organizzazioni chiedono non solo trasparenza ma cambiamenti strutturali, come la riduzione drastica delle estrazioni di combustibili fossili e investimenti reali nelle rinnovabili.


DISASTRI AMBIENTALI DOCUMENTATI

 Nigeria nel Delta del Niger: uno dei casi più gravi

Foto 2 Posizione Delta del Niger(Nigeria) Foto 3 e 4 Immagini relative al Disastro Ambientale in cui ENI era/è coinvolta

Inquinamento cronico e fuoriuscite di petrolio

  • Amnesty International e altre Associazioni hanno documentato numerose fuoriuscite di petrolio nelle operazioni di Eni attraverso la sua controllata Nigerian Agip Oil Company (NAOC). Dal 2014, secondo Amnesty, Eni ha riportato circa 820 sversamenti con oltre 4,1 milioni di litri di petrolio persi nel Delta del Niger. Questi spilli vengono spesso attribuiti a furti e sabotaggi, una versione contestata dalle comunità colpite perché limita i risarcimenti.

  • Il Delta del Niger è considerato una delle aree più degradate al mondo a causa della contaminazione delle acque, dei suoli, delle foreste di mangrovie e degli habitat naturali dall’attività petrolifera.

Cause legali e richieste di risarcimento

  • Le comunità locali, come quella di Ikebiri (Bayelsa- Nigeria), avevano avviato cause legali contro Eni per ottenere bonifiche e risarcimenti per uno spilling del 2010, che avrebbe devastato pesca e agricoltura. Il processo è stato avviato anche davanti ai giudici italiani, con richieste di compensazioni e ripristino ambientale.

Critiche internazionali e ONU

  • Un rapporto delle Nazioni Unite del 2025 ha evidenziato che molte aree inquinate in Nigeria anche da precedenti attività di Eni/NAOC non sono state adeguatamente bonificate dopo il disinvestimento delle società petrolifere, aggravando l’impatto sui diritti umani e sull’ambiente.



Emissioni di gas, gas flaring e clima

Gas flaring in Africa

  • Eni è stata criticata per il gas flaring (la combustione di gas naturale associato al petrolio) nei suoi giacimenti africani, è un’attività che produce grandi quantità di anidride carbonica e black carbon contribuendo al cambiamento climatico e all’inquinamento locale. Questo fenomeno è stato documentato in indagini di ONG come Greenpeace e Environmental Investigative Forum.

  • In particolare in Congo, Greenpeace ha documentato che volumi significativi di gas associato vengono ancora bruciati in torcia, nonostante gli impegni dichiarati di riduzione delle emissioni (zero flaring).

Altri Paesi e criticità ambientali legate alle attività petrolifere

Aree marine e biodiversità

  • Anche se meno documentati specificamente per Eni, i giacimenti offshore e le attività di trivellazione al largo di diverse regioni possono comportare rischi di sversamento e impatti sugli ecosistemi marini; tali rischi sono generalmente associati alle esplorazioni petrolifere e includono:

    • contaminazione delle acque costiere;

    • danni agli habitat come le barriere coralline;

    • impatti negativi su pesca e biodiversità. (Questi aspetti sono documentati per analoghi casi globali di fuoriuscite petrolifere, anche se non sempre causati direttamente da Eni).

Critiche generali su questi casi

Accuse di negligenza

  • Secondo Amnesty International e ONG ambientali, Eni e altre compagnie petrolifere talvolta reagiscono lentamente alle segnalazioni di fuoriuscite, con ritardi nelle operazioni di bonifica e informazioni potenzialmente fuorvianti sulle cause e portata dei danni.

Impatto sui diritti umani

  • La combinazione di inquinamento, mancata bonifica e scarsa compensazione ha portato a denunce secondo cui l’attività petrolifera compromette il diritto alla salute e a un ambiente sano per le comunità locali, con conseguenze economiche e sociali


CAUSE LEGALI IN SEGUITO AI DISASTRI

La comunità di Ikebiri, nel Delta del Niger (Nigeria), ha citato in giudizio Eni S.p.A. e la sua controllata locale Nigerian Agip Oil Company (NAOC) davanti al Tribunale Civile di Milano (Italia), sostenendo che uno sversamento di petrolio nel 2010 ha causato gravi danni ambientali e alla salute degli abitanti.

Cosa chiedevano

  • Accertamento della responsabilità di Eni/NAOC per lo sversamento di petrolio

  • Risarcimenti per danni economici e alla qualità della vita

  • Bonifica dell’area contaminata

  • Indennizzo di almeno circa €2 milioni o equivalente locale, oltre a interessi e rivalutazione monetaria

Svolgimento e risultato

  • La causa è stata depositata nel 2017 e la prima udienza si è tenuta nel 2018.

  • In ottobre 2018 è stato raggiunto un accordo extragiudiziale tra la comunità e NAOC con alcuni progetti comunitari (es. miglioramenti infrastrutturali), però non ha previsto la bonifica completa dell’area inquinata.

  • Il procedimento giudiziario è stato poi chiuso perché le parti hanno abbandonato il caso.

 Questo caso è importante perché ha segnato una delle prime volte in cui comunità africane hanno portato Eni davanti a un tribunale italiano per un disastro ambientale causato da attività petrolifere all’estero.

ALTRO IN NIGERIA

Oltre alla causa portata in Italia, alcune comunità e gruppi legali locali in Nigeria avevano avviato procedimenti nei tribunali nigeriani per la stessa serie di sversamenti petroliferi, cercando risarcimenti o bonifiche direttamente sul territorio, però con risultati misti e spesso frustrati da complicazioni giudiziarie e giurisdizionali.

Inchieste e indagini su negligenza

Organizzazioni come Amnesty International hanno denunciato pubblicamente gravi negligenze nella gestione degli sversamenti di petrolio da parte di Eni (e altre compagnie), ma tali rapporti in sé non equivalgono a sentenze giudiziarie: sono piuttosto elementi di pressione civile, etica e politica per sostenere le cause legali. 

CONCLUSIONE

Riguardo ad Eni seguo spesso seguo le vicende quando pubblicano Greenpeace e ReCommon. Desidero che riflettiate su una delle più grosse compagnie petrolifere è italiana. Ripeto la domanda: perché i fatturati miliardari di ENI non vanno tutti in energie rinnovabili? Siccome dichiarano che sono su questa parte. So che potete dirmi " Eh ma Luca, loro hanno costruito un aspiratore di CO2 in Italia come test, non basta questo?" vi do la mia risposta: Appunto, si parla di UN solo Aspiratore, non mi sono giunte notizie che ne abbiano fattoi degli altri in modo da conpensare le loro emissioni". Quindi ricapitolando: Noi italiani paghiamo quest'azienda che ogni 2 per 3 riceve sanzioni dal mondo o dallo stesso Stato per negligenze, danni ambientali ed inquinamento. Aggiungete accusata di Disastri Ambientali in Nigeria ( documentati da ReCommon, Greenpeace e giudici dello stato africano) che è ancora sotto lo Stato Italiano ( perché doveva essere privatizzata in questi anni però guarda caso) non è cambiato nulla. Spero che questo articolo vi faccia riflettere.  

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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FONTI=Generali= https://it.wikipedia.org/wiki/Eni , https://www.greenpeace.org/italy/storia/26826/eni-la-stampa-italiana-e-la-narrazione-distorta-della-sostenibilita-linchiesta-di-voxeurop-e-greenpeace/  , https://www.euronews.com/2023/05/11/greenpeace-teams-up-with-italian-citizens-people-to-sue-energy-giant-eni Eni e multe= https://en.agcm.it/en/media/press-releases/2020/1/PS11400 , https://www.lamescolanza.com/2016/06/14/lantitrust-multa-145-milioni-acea-edison-eni-ed-enel/ , https://www.ansa.it/english/news/business/2025/09/26/antitrust-fines-six-oil-firms-almost-1-bn-for-forming-cartel_fff0c057-6eaa-4c63-a11a-22abde3a130c.html , https://www.europeaninterest.eu/eni-fined-e5m-deceiving-consumers-green-diesel-italian-watchdog-rules/ , https://www.edpb.europa.eu/news/national-news/2020/italian-supervisory-authority-fines-eni-gas-e-luce-eur-115-million-account_en , https://en.agcm.it/en/media/press-releases/2025/6/A573-https://en.agcm.it/en/media/press-releases/2025/9/I864 , disastri ambientali= https://www.amnesty.org/en/documents/afr44/7970/2018/en/ , https://www.thecable.ng/bayelsa-community-sues-eni-demands-compensation-oil-spill , Nigeria: Amnesty data activists uncover serious negligence by oil giants Shell and Eni | Amnesty International UK  , https://www.duegradi.eu/news/eni-transizione-ecologica/ , https://www.greenpeace.org/static/planet4-italy-stateless/2024/06/2b8bf675-eni-e-il-gas-del-congo_cronaca-di-un-fallimento_def.pdf ,  https://www.amnesty.it/nigeria-scoperte-gravi-negligenze-parte-shell-ed-eni/ , https://studiolegalesaltalamacchia.com/en/environmental-causes/community-ikebiri-against-eni-naoc/

sabato 21 febbraio 2026

Greenwashing: quando la sostenibilità diventa solo una strategia di profitto

 Articolo 14 del 21/02/2026

Oggi vi porto nel Greenwashing, comprendo sia un argomento complicato e complesso da spiegare essendoci molti fattori in ballo, quali: marketing, economia ( domanda-offerta), truffe e/o false dichiarazioni. Argomento trattato a scuola e nel corso di Formazione Tecnico Ambientale. Ho eseguito una ricerca su Internet cercando di essere il più semplice possibile e vi mostro i risultati. 


COS'È IL GREENWASHING?

Greenwashing è una forma di marketing ingannevole in cui un’azienda, un’organizzazione o un prodotto viene presentato come più sostenibile o ecologico di quanto non sia realmente. Le dichiarazioni ambientali possono essere false, esagerate, vaghe o non supportate da prove concrete.

 Il termine nasce nel 1986, quando l’ambientalista Jay Westerveld osservò un esempio di questo fenomeno in hotel che invitavano gli ospiti a riutilizzare gli asciugamani per “salvare il pianeta”, mentre l’hotel stesso non faceva nulla per ridurre i propri impatti ambientali reali. 

LEGISLAZIONE 

Direttiva UE 2024/825 – “Empowering Consumers for the Green Transition” EU Law

 È la normativa principale dell’Unione Europea contro le affermazioni ambientali ingannevoli (greenwashing). Entrata in vigore: 26 marzo 2024.
I Paesi UE devono recepirla nei loro ordinamenti entro il 27 marzo 2026 e sarà applicata dal 27 settembre 2026.


Cosa fa:

  • Vietata la comunicazione di claim ambientali generici o non supportati da prove verificabili.

  • Vietata la visualizzazione di etichette di sostenibilità non basate su certificazioni credibili.

  • Rafforza l’obbligo di trasparenza sulle caratteristiche ambientali dei prodotti e servizi.

 Recezione della Direttiva in Italia

L’Italia ha approvato un decreto legislativo per recepire la Direttiva UE 2024/825 all’interno del Codice del Consumo (modificandolo).

Cosa cambia:

  • Le affermazioni ambientali generiche o fuorvianti (“100% green”, “impatto zero”, ecc.) sono considerate condotte commerciali scorrette quando non sono affidabili e verificabili.

  • L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) può sanzionare le imprese che fanno greenwashing

PERCHÈ È UN PROBLEMA REALE?

Affermazioni False 

Quando le persone scoprono che molte affermazioni eco-friendly sono ingannevoli, possono diventare scettiche verso tutte le comunicazioni ambientali, scoraggiando anche pratiche veramente sostenibili.

Illude sul progresso reale 

Le aziende che fanno greenwashing sembrano fare progressi, però mancano di azioni concrete: questo può ritardare le riduzioni di emissioni e altri obiettivi ambientali cruciali.

Soldi ad aziende senza benefici ambientali come invece dichiarano

Consumatori e investitori possono spendere soldi su prodotti che non hanno benefici ambientali reali, distogliendo risorse da aziende veramente sostenibili

PERCHÈ È UN FENOMENO IN CRESCITA?

  • Cresce la domanda di prodotti sostenibili → le aziende vogliono attrarre consumatori ecoconsapevoli.

Cos'è il Consumo di Suolo: il problema ambientale che sta cancellando campagne e aree verdi

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