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domenica 5 aprile 2026

La storia sorprendente di come l’ambiente mi ha conquistato il cuore

 Articolo 28 del 05/04/2026

Oggi vi porto nel racconto di come mi sono innamorato di questo settore. Sarà diviso: da bambino/ragazzino, esperienze di lavoro, altra esperienza e viaggio introspettivo, ora e Futuro. Non farò nomi: anche perché non desidero avere problemi, e per raccontarvi il percorso che avevo fatto.



COME MI SONO INNAMORATO DELL'AMBIENTE

Da Bambino/Ragazzino

Come detto nello scorso articolo ( link articolo: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/04/disastri-naturali-tornado-di-joplin-2011.html) che da bambino/ ragazzino mi hanno sempre colpito e piaciuti i Tornadi. Attenti non parlo delle conseguenze di essi. Parlo proprio della Formazione e Creazioni di essi. Come spiegato nello scorso articolo quel libro ,e son sicuro almeno uno più recente, dove spiegano questi fenomeni naturali.

 Esperienze di Lavoro

2019- 2021 Lavoro nella P.A. Servizio Civile

Tutto ha inizio proprio qui. Prima di lavorare per la P.A. (diminutivo di Pubblica Amministrazione), alcuni miei amici mi indicarono che esisteva (ed esiste tuttora) il Servizio Civile. Questo significa che lavori un anno aiutando il Comune per cui fai domanda, o che ha bisogno, tramite portali online, dando così il tuo contributo alla P.A.

Dopo averci riflettuto ed aver chiesto cosa ne pensassero i miei genitori, feci domanda. Oltre a lavorare su pratiche edilizie e accesso agli atti, ci fu una mansione che mi sbalordì e mi piacque molto.

In Comune ero nell’Ufficio Tecnico. Il mio lavoro consisteva nella distribuzione dei kit per la raccolta dei rifiuti mensili forniti dal Comune ai cittadini/residenti, ossia nella gestione e compilazione del registro comunale. Mi occupavo anche di autorizzazioni per il taglio delle piante (attività che mi ha letteralmente cambiato la vita e per cui devo ringraziare il responsabile e l’Ufficio Tecnico di questo Comune).

In pratica, arrivavano richieste di taglio piante tramite un portale della P.A.: alberi pericolanti, alberi caduti da autorizzare alla rimozione, studi su alberi privati malati o a rischio, ecc. Il mio lavoro consisteva nella presa visione documentale, stampa, revisione e nello svolgimento di alcune ricerche (sia per curiosità personale sia per indicazioni legate alla mia responsabilità, comprese ricerca delle leggi). Successivamente consegnavo tutta la documentazione al responsabile.

Quando ne prendeva visione, gli spiegavo la situazione: se c’erano studi precedenti sugli alberi da parte di agronomi, analizzavamo insieme la normativa e, tramite il portale, il responsabile inviava una risposta a chi aveva fatto domanda. In realtà, ero io dietro al computer a inviare la risposta scritta o documentale di autorizzazione comunale.

Credetemi, non pensavo fosse così complicato lavorare per lo Stato. Letteralmente ero sommerso di richieste sul portale e di fogli sulla scrivania.

Giunse il Covid-19 e, in parole povere, dopo essermi appoggiato a terzi, mi tennero per circa un secondo anno, svolgendo sempre le stesse mansioni.


2022- Operaio Ambientale

L’anno successivo, al termine dell’esperienza in Comune, tramite alcune conoscenze conobbi un geologo che si occupava (e si occupa tuttora) di perizie geologiche, monitoraggi ambientali del suolo e delle acque profonde/falde acquifere, oltre alla realizzazione di pozzi per fontanelle.

Il mio colloquio di lavoro fu, di fatto, un’uscita di monitoraggio su un vecchio pozzo realizzato dalla sua azienda (non ricordo molti altri dettagli). Ricordo però che lo aiutai a raccogliere dati, nell’individuazione della falda e nel campionamento delle acque. Nel frattempo mi spiegava di cosa avesse bisogno il cliente e perché ci trovassimo lì. Durante il ritorno mi parlò anche dell’azienda.

La figura dell’Operaio Ambientale (mansione che non è di mia invenzione, lo chiesi davvero) prevedeva diversi compiti. Le mie mansioni erano: trasporto delle tubazioni per trivella da carotaggio (con pesi di 5, 10, 20, 50 e 100 kg). Non vi nascondo che, ai tempi, ero in ottima forma fisica: riuscivo a portare da solo quelle da 5, 10 e 20 kg e, dopo mesi di abitudine, anche quelle da 50 kg. Le tubazioni da 100 kg, invece, venivano sempre trasportate in due. 

Non era però l’unica mansione. Una volta terminato il carotaggio (una lunga “striscia” di terreno a forma di carota), il materiale veniva suddiviso per chilometri di profondità e inserito nelle cassette catalogatrici. Grazie a queste, riuscivamo a ricostruire la stratigrafia del suolo (operazione che non avviene in un solo giorno lavorativo, a meno che non ci sia un unico punto di trivellazione).

Dopo aver individuato la stratigrafia, mi occupavo anche del campionamento del terreno, cioè sminuzzavo il campione e lo inserivo in appositi contenitori, catalogandolo per la spedizione in laboratorio.

Inoltre, il Geologo mi formava nella sua disciplina: aveva notato la mia curiosità e io appresi in modo semplice le Basi della Geologia. I clienti spaziavano da privati a Comuni, fino ad arrivare alle Procure.


2024- Studio Associato di Geologia 

Una volta iscritto all’ITS Green Manager (che, a causa del numero di iscritti, fu accorpato al percorso Building Specialist 4.0), l’esperienza mia di fine anno scolastico fu svolta presso uno Studio Associato di Geologia.

Arrivai a questa opportunità all’ultimo momento, a causa dei tempi stretti nella ricerca per le ore di tirocinio: inizialmente avrei dovuto svolgerlo in un laboratorio scientifico di ricerca ambientale, ma all’ultimo saltò tutto perché avevano già tirocinanti provenienti dalle università. Così, tramite i miei professori e le mie professoresse, riuscii a ottenere i contatti dei titolari dello studio.

Questa esperienza lavorativa, per me, è stata una “bomba” (in senso filosofico). Il primo giorno, durante il colloquio conoscitivo, parlammo del T.U.A., dato che avevo già una formazione da tecnico ambientale. Mi formarono a livello legislativo sulla parte delle Bonifiche Ambientali: impiegai uno o due giorni lavorativi per comprenderne le basi, chiarendo anche i miei dubbi. Più tardi avevo avuto un'ulteriore formazione a livello geologico allargando le mie conoscenze (avevo anche fatto ricerche personali sui nomi e sulla storia geologica per interesse personale, autorizzato dai titolari), oltre farmi aiutare da loro a mitigare i miei dubbi.

Le mie mansioni erano diverse: redazione di relazioni geologiche, comprese le parti di idrogeologia, geomorfologia e litologia (fu bellissimo scoprire dove reperire online la documentazione relativa a ricerche e studi ambientali svolti dai Comuni e dove venissero archiviati).

Mi occupavo anche della lettura dei dati di laboratorio: in pratica, ricevevo i dati relativi agli inquinanti e analizzavo se la situazione fosse sotto controllo/nella norma oppure contaminata. Lavoravo con due schermi: su uno visualizzavo i dati di laboratorio, sull’altro le soglie di legge degli inquinanti. Nella maggior parte dei casi, grazie a studi e monitoraggi precedenti, erano già disponibili valori di riferimento specifici, quindi effettuavo un confronto incrociato con più dati ( 3 tabelle di dati su 2 schermi).

(Per chi mi conosce, colleghi o persone con cui ho lavorato: mi scuso se ho semplificato molto, ma è difficile spiegare in modo semplice alcuni aspetti delle bonifiche ambientali.)

Mi occupavo inoltre della redazione di relazioni finali post-intervento e di relazioni di monitoraggio costante di vari siti.

Lavorai anche su cinque o sei siti nella Terra dei Fuochi (link al mio articolo: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-la-terra-dei-fuochi.html), svolgendo le mansioni descritte sopra. In generale, pensavo che questo lavoro comportasse meno burocrazia; invece, ogni singola azione era strettamente legata agli adempimenti burocratici, a causa delle normative e del rapporto con la Pubblica Amministrazione e gli enti pubblici.

Mi piacque molto anche il clima lavorativo: per me è motivo di orgoglio essere stato a contatto con professionisti del settore e Scienziati che, nel frattempo, mi trasmettevano conoscenze che non avevo. Parlare con loro mi ha aiutato a superare la mia timidezza iniziale; da allora ho mantenuto i contatti e, ancora oggi, nutro per loro stima sia personale sia professionale. Anche loro, oltre la scuola, notarono la mia curiosità e la mia passione per questo settore.


Altre esperienze e Viaggio Introspettivo 

Per viaggio introspettivo intendo un percorso fatto di ragionamento, consapevolezza e crescita personale, che mi ha portato a trovare la mia strada.

Per “viaggio” intendo anche tutti i collegamenti che ho fatto durante questo percorso: da bambino adoravo i disastri naturali e la loro formazione a livello scientifico. Durante altri lavori (oltre a quelli nel settore di cui vi ho parlato) non mi sentivo tranquillo, sereno od a mio agio.

Nel frattempo, durante il Covid-19, affrontai un cambiamento personale: non ero come oggi. Ero molto più timido e mi sentivo indietro rispetto ai miei coetanei. Non so spiegare bene come, ma è come se, attraverso questo cambiamento, fossi uscito dal mio guscio e avessi iniziato a prendermi ciò che volevo.

Devo necessariamente dirlo: feci anche un’esperienza politica. Nella confusione di trovare la mia strada, mi buttai letteralmente nella politica. Non avevo nulla da perdere e mio padre era già coinvolto. Mi iscrissi perché credevo nella propaganda televisiva e nelle parole dei politici nazionali. Le mie aspettative erano alte, ma prima di entrare mio padre mi avvisò che non era come veniva raccontato in TV.

In breve: con il passare del tempo, tra pensieri e proposte da presentare ai rappresentanti della mia città, non una venne mai presa in considerazione durante le riunioni di partito (e questo fu per me un primo campanello d’allarme di abbandonare). In un anno, più che fare politica, rafforzai molto il legame con mio padre.

L’anno successivo arrivò un ragazzo nel partito: nel giro di pochi mesi diventammo amici. Mi aiutò molto nel mio viaggio introspettivo e, già in quel periodo, sentivo di avere una forte inclinazione verso l’ambientalismo, cosa che gli confessai. Sapete cosa mi disse? “Se ti piace e ti appassiona, studia e ottieni una certificazione”. Da lì iniziai e conclusi la Formazione come Tecnico Ambientale. Con il tempo diventammo anche amici molto stretti.

Da lì considero che sia iniziato il percorso della mia ascesa.

Per quanto riguarda l’ITS, mi fu consigliato da diverse persone: amici di un conoscente che ha un’attività, mio fratello (che lo frequentò in un altro settore) ed  il mio migliore amico ( che tengo a sottolineare: conosco fin dalle scuole elementari, quindi da circa 15/16 anni fa).

ORA E FUTURO 


Ora sono al Secondo Anno di ITS Building Specialist mi occupo di Consulenza Ambientale, Logistica e Gestione di Rifiuti, oltre alla loro burocrazia. Prima di futuri piani ho da superare Esame Regionale-Statale ITS. 

Inoltre ho già comunicato ad amici e parenti di voler  andare in Università e diventare Climatologo, in quanto mia passione ed indirizzo scientifico in cui specializzarmi. 

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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