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domenica 31 maggio 2026

Nessuno Ne Sta Parlando: Con 1 Euro Puoi Aiutare a Salvare Interi Boschi

Articolo 44 del 31/05/2026 Episodio 1 di "Collaborazioni"

 

Buongiorno nel nuovo Format " Collaborazioni" dove ho intenzione di portarVi collaborazioni personali e del Blog, sempre tutto in materia Ambientale.

Oggi vi porto a conoscere un'Associazione Ambientale. Nella mia sfera personale sono diventato Loro volontario. Certo ci vorrà il tempo per conoscersi, però sono un ragazzo che gli piace conoscere nuove persone ed essere d'aiuto. Sto parlando dell'Associazione Nazionale" Un Euro per Salvare i Nostri Boschi". Questa settimana entrai in contatto con l'Associazione in quanto stanco  e stufo della Mattanza dell'abbattimento e potature Indiscriminate, contro gli Alberi sul Nostro Territorio Nazionale. Cercavo una Soluzione: dopo che lessi un post di un'altra Associazione parlare di Loro, decisi che mi sarei mosso anch'io nel mio piccolo. Vi lascio conoscere questa Associazione e spero che ci sia qualcuno che creda in questa lotta contro la Mattanza, oltre che tutelare il Nostro Territorio Naturale. 

   IN COLLABORAZIONE CON 
 



 

Il Loro Sito Ufficiale= Un euro per salvare i nostri boschi | boschi

Social Network:

Linkedin= Un Euro per salvare i nostri boschi: post | LinkedIn

Instagram= SINB_Salviamo I Nostri Boschi (@uneuropersalvareinostriboschi) • Foto e video di Instagram

Gruppo Facebook= Un euro per salvare i nostri boschi | Facebook

Link di VareseNews= Un euro alla volta per salvare i boschi: la sfida green che parte dal Varesotto,  Nicolò Milani | Materia Spazio Libero VareseNews 

Link all'Intervista Soci All Time Podcast di Radio Materia= https://open.spotify.com/episode/23dQQeavd4FhdvQWzfyMbH?si=PuAjHj8TTFm3UGoIddEEhw

 

COS'È UN EURO PER SALVARE I NOSTRI BOSCHI (SINB-Ieuroxb)

Introduzione dal Web e dal Sito Ufficiale

 

Locandina  di Presentazione dell'Associazione

 

 

Un Euro per Salvare i Nostri Boschi è un'associazione ambientalista che si dedica alla salvaguardia dei boschi attraverso l'acquisto e la protezione dei terreni al fine di preservare la natura. La loro missione é coinvolgere attivamente la comunità nella lotta contro la deforestazione e la sensibilizzare sulle pratiche sostenibili per la protezione dell'ambiente.

 

Tutto nasce nel 2021 dal desiderio di salvare Due Noci ( due alberi di Noce). Da quell'idea, grazie al sostegno di cittadini e donatori, il progetto é cresciuto fino a coinvolgere diversi terreni nel Varesotto, in Piemonte ed in Toscana. Il principio che li guida é chiaro: anche una piccola donazione può contribuire a fare la differenza nella tutela dell'ambiente. L'iniziativa nasce dalla partecipazione collettiva. Ogni Euro raccolto viene destinato alla conservazione di boschi ed aree naturali, con l'obiettivo di preservare la biodiversità e garantire che questi spazi rimangano patrimonio della comunità. Infatti che il Patrimonio Verde non sia solo sotto le Istituzioni però che sia una responsabilità condivisa. Negli anni sono riusciti a salvare terreni , creando una rete di aree protette che rappresentano, un piccolo però grande contributo alla lotta al Cambiamento Climatico e Consumo del Suolo. Oltre che alla salvaguardia dei boschi promuovono iniziative di sensibilizzazione per  avvicinare le persone al valore dei boschi e degli ecosistemi naturali. La sfida continua: Un Euro alla volta dimostrare che é possibile costruire un modello di protezione del territorio fondato sulla partecipazione, sulla Sostenibilità e sull'Amore per l'Ambiente. (Riassunto del link di VareseNews: Un euro alla volta per salvare i boschi: la sfida green che parte dal Varesotto)

 

Breve domanda a Nicolò Miani Vice-Presidente dell'Associazione Nazionale:

 

Oltre ad Arcisate avete altri terreni?

 

"I nostri terreni si trovano a Gattinara (Vercelli), Borgo Sesia (VC), Bedia Tedalda (AR), Samarate (VA) in totale sono circa 6,5 ettari protetti. Ad Arcisate abbiamo messo a dimora una quarantina di alberi, carpini, gelsi, conifere, pioppi bianchi, ciliegio, pesco".

 

Foto degli alberi piantati ad Arcisate



Come possiamo aiutarli?

 

È Possibile aiutarli tramite donazioni sia di Enti Pubblici sia di Privati. 

Ma come?

 

 

 

TEAMING

 

Il numero di Teamers attivi ( Foto dal Gruppo Facebook Ufficiale)

 

 

Come Fare:

 

Procedimento di Registrazione ( Foto dal Gruppo Facebook Ufficiale)

 

 

O tramite IBAN

Indicazioni come donare con IBAN ( Foto dal Gruppo Facebook Ufficiale)

 

 

RINGRAZIAMENTI

 

Desidero ringraziare ufficialmente Un Euro per Salvare i Nostri Boschi per avermi permesso di entrare nel loro Staff, a Nicolò Miani per avermi permesso di realizzare questo articolo ed a tutti i volontari che seguono, gestiscono e donano il loro tempo all'Associazione.

 

Mi raccomando cari lettori, cerchiamo di fermare la mattanza dell' Abbattimento indiscriminato che sta accadendo in tutta Italia. 

 

 

Grazie dell'attenzione e della lettura.

Da Luca Vanerio

 Sono un Libero Pensatore. 

Potete chiedermi amicizia su FacebookFacebook , Il mio gruppo Facebook sul Blog https://www.facebook.com/groups/1413100116989713/ . Il mio Canale Youtube Luca Vanerio Ambiente - YouTube

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P.S= Come potete notare ho modificato la mia firma, dove potete trovare i miei social ecc e siccome il mio spazio su internet inizia ad avere un peso.

 


sabato 30 maggio 2026

Intervista a Raoul Urru ( Presidente e Fondatore di J’m’attaque au stock de déchets plastiques )

Articolo 43 del 30/05/2026 Episodio 1 delle Interviste di Luca Vanerio

 Buongiorno a tutti, benvenuti nel nuovo format “Le Interviste di Luca Vanerio”. Il format in cui intervisterò varie persone all’interno del Settore Ambientale: volontari, Presidenti/Fondatori, Scienziati ecc Sono felice di portarVi la mia intervista a Raoul Urru. 

 CHI È RAOUL URRU 

  Introduzione dalle fonti del web

 È un’attivista ed Ecologista. È Presidente e fondatore dell’ Associazione Francese “J’m’attaque au stock de déchets plastiques”, in italiano tradotto è “Sto combattendo contro le discariche plastiche”. Raoul organizza raccolta di rifiuti plastici in foreste ed aree urbane. Secondo quanto riportato dal Quotidiano Regionale Le Dephiné Libéré, l’Associazione è nata nel 2020, a Eybens, vicino a Grenoble ( Francia). 

 L’obiettivo dell’ Associazione: Sensibilizzare il pubblico sull’inquinamento da plastica, organizzare raccolte di rifiuti, proteggere l’ambiente e sviluppare azioni ecologiche e solidali. 

 Il suo Progetto punta allo studio di dove si accumulano le Microplastiche e rifiuti in Natura. L’associazione svolge sensibilizzazione ambientale anche in Senegal.

 Le foto che troverete mi sono state condivise da Raoul, altre le trovate sui social di Raoul e dell’ Associazione 

 Social Network: 

 Raoul Urru :

 Facebook= Facebook

 Instagram= Instagram


Associazione J’m’attaque au stock de déchets plastiques

 Linkedin= J'M'ATTAQUE AU STOCK DE DECHETS PLASTIQUES: post | LinkedIn

 Facebook= Facebook

 Instagram= Instagram

 Youtube= JMATTAQUE AU STOCK DE DECHETS PLASTIQUES - YouTube


In Ordine cronologico gli articoli di giornale su di lui e sulla sua Associazione, precisamente a Le Dephiné Libéré


2020 Eybens. “J’M’attaque aux stocks de déchets plastiques”, une nouvelle association eybinoise

2021 Eybens. L’association J’mattaque aux déchets plastique s’exporte

2024 Bresson. Raoul Urru, une lutte constante contre les déchets plastiques

2026 Grenoble. À la Bastille, la lutte contre les déchets plastiques se poursuit

Isère. Raoul Urru, un Grenoblois au service de la planète

 INTERVISTA 

 Ciao Raoul, chi sei al di fuori del tuo impegno per l'ambiente? Come ti descriveresti? Hai degli hobby o delle passioni? 

 Sono stato formatore per quasi 40 anni e ho anche organizzato viaggi di immersione nell'industria italiana per i miei studenti. Pratico molti sport: ciclismo, Kung Fu, nuoto, vela, pattinaggio in linea. Sono anche pilota di droni. Amo la storia, leggere, osservare gli alberi e scoprire le vite delle persone. Dal 2019 gestisco una scuola professionale a Dakar, in Senegal.


Come è nata la tua passione per l'ambiente?

 Fin da bambino amavo gli animali, ma soprattutto amavo osservare la natura. Da allora, è diventata una ragione di vita.


Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua causa principale? 

 È stato un processo molto graduale. In realtà, credo che rimaniamo ciò che eravamo da bambini, ma con la capacità di realizzare che può possedere un adulto. C'è stato un evento particolare che ti ha spinto ad agire e a fondare la tua associazione? Sì, nel 2010 ero in vacanza al mare a sud di La Rochelle. All'epoca mi stavo preparando per attraversare a nuoto la Manica a stile libero, quindi nuotavo molto e per lunghe distanze. Per raggiungere un luogo tranquillo, dovetti attraversare una vasta area di dune. Mentre mi trovavo in mezzo alle dune, scoprii migliaia di pezzi di rifiuti di plastica che marcivano sul terreno. Le poche persone che passavano sembravano non curarsene affatto. Così ne raccolsi alcuni. Il giorno dopo tornai con due sacchi, che riempii. Ogni anno recuperavo decine di sacchi di rifiuti di plastica dalle dune e li esponevo la sera vicino alla mia roulotte. Poi altre persone si unirono a me e nel 2020 ho creato l'associazione “J'M'ATTAQUE AU STOCK DE DÉCHETS PLASTIQUES”. 

Raoul Urru che emerge dalle dune con sacchi pieni di rifiuti di plastica 


Come e quando è nata la vostra associazione, “J'm Attaque au Stock de Déchets Plastiques”? Qual è il suo scopo? Che tipo di eventi organizzate? 

 Nel luglio 2020. Nel 2021 abbiamo creato una federazione internazionale “J'M'ATTAQUE AU STOCK DE DÉCHETS PLASTIQUES”. L'obiettivo è rimuovere la maggior quantità possibile di rifiuti di plastica dall'ambiente naturale, dove non dovrebbero trovarsi. 

L'obiettivo è anche quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla riduzione dell'uso della plastica. Organizziamo pulizie collettive di rifiuti di plastica in ambienti naturali, nonché campagne di sensibilizzazione sull'inquinamento da plastica.




Durante le vostre operazioni di pulizia, quali tipi di rifiuti trovate più spesso? Ce n'è uno in particolare? 

 Soprattutto bottiglie e sacchetti di plastica. Anche imballaggi di plastica, ecc. È incredibile quanto ne raccogliamo, in Francia e in Africa.





I Rifiuti che Raoul e la Sua Associazione trovano nei giorni di Pulizia


Dove avete trovato così tanti rifiuti da essere quasi a corto di sacchi per la spazzatura? 

 In tutte le foreste e lungo i fiumi. Attualmente stiamo ripulendo la cosiddetta “Fascia Verde” a sud di Grenoble: ci vorranno diversi anni. Per quanto riguarda i fiumi, stimiamo la presenza di rifiuti di plastica in circa una tonnellata per chilometro.




La quantità di Rifiuti raccolti da Raoul e la sua Associazione 

 Come mi avete accennato, tenete anche laboratori di sensibilizzazione ambientale nelle scuole francesi. Lo fate regolarmente? Da quanto tempo? E, secondo voi, quanto è importante questo approccio? 

 Lo facciamo da due anni in Francia e a Dakar. È fondamentale: i bambini di tutto il mondo sono incredibilmente ricettivi, indipendentemente da dove vivono o dal loro tenore di vita. La loro accoglienza è sorprendente e stimolante. Attualmente stiamo creando un gruppo: “I Piccoli Collezionisti del Mondo”, con scolari provenienti da Europa e Africa. Ho tradotto in italiano e in inglese la presentazione PowerPoint che utilizzo per gli studenti francesi e africani, in modo da poterla presentare anche agli studenti europei durante il mio tour europeo di pulizia delle comunità, che intraprenderò in bicicletta il prossimo autunno.


Raoul con gli Alunni della Scuola Primaria " Charles Mallerin " di Varces Allieres et Risset ( Sud di Grenoble)

 Secondo te, quanto è importante proteggere il pianeta e piantare nuovi alberi? 

 È fondamentale. Un amico ha raccolto le ghiande di una quercia incredibile, vissuta per otto secoli. Ne ho ripiantate due in un parco vicino a casa mia e stanno crescendo rigogliose. Proteggere il pianeta è una questione di sopravvivenza. In Senegal, piantiamo molti alberi nelle scuole insieme agli alunni.

 Quale messaggio vorresti inviare ai lettori di Luca Vanerio Ambiente? 

 Che dobbiamo agire. Dubitare, sì, sempre, ma agire ancora di più. Lo dobbiamo ai nostri figli. 


La sua foto per attirare l’attenzione sull’assurdità del consumo eccessivo di plastica 

RINGRAZIAMENTI 


 Un grosso ringraziamento a Raoul Urru per la sua disponibilità, la gentilezza, le sue foto, oltre che per il prezioso lavoro che svolge nella tutela dell’Ambiente. A nome di Luca Vanerio Ambiente, rivolgo un sincero ringraziamento all’ Associazione J’m’attaque au stock de déchets plastiques ed ai suoi membri per il lavoro che fate a favore del pianeta e per l’impegno nei vostri eventi di Pulizia e di Educazione Ambientale. Vi auguro i mie più sinceri complimenti per aver raggiunto le 105 raccolte di rifiuti e per i futuri eventi. Mi raccomando lettori anche noi possiamo fare il Nostro, seguiamo e supportiamo questa fantastica persona e la sua Associazione, se avete piacere sfruttate l’occasione di poterlo incontrare nel suo Tuor Europeo. Grazie ancora Raoul per aver accettato la mia intervista, risposto alle mie domande, creando questa incredibile esperienza. 


domenica 24 maggio 2026

ONU: combattere il cambiamento climatico diventa obbligo giuridico

 Articolo 42 del 24/05/2026 Episodio 2 di Ambiente Legale


Episodio 1 Cos'é l'Ecocidio: il reato che potrebbe cambiare il mondo link= https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/04/cose-l-ecocidio-il-reato-che-potrebbe.html

Buongiorno, come promesso vi porto nel Secondo Episodio di Ambiente Legale ( News, Aggiornamenti legislativi- burocratici). Dove tratto aggiornamenti importanti, grossi cambiamenti, in materia legislativa e burocratica di questo settore. 

Articolo che mi ha ispirato: https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/22/onu-risoluzione-cambiamento-climatico-

Foto dal Web di ONU ed Ambiente 

RISOLUZIONE ONU SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione destinata a rafforzare il principio secondo cui la lotta al cambiamento climatico non è più soltanto una scelta politica, però é un vero e proprio obbligo giuridico degli Stati. La proposta, sostenuta da 141 Paesi e promossa da Vanuatu, richiama il parere consultivo espresso nel 2025 dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG)( Al link: https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/cambiamenti-climatici/corte-internazionale-giustizia-agire-clima/), che aveva riconosciuto responsabilità legali precise nella tutela del clima.

COS'É SUCCESSO IL 20 MAGGIO 2026?

La risoluzione approvata il 20 maggio 2026 dall’ONU conferma e rafforza il contenuto del parere della Corte Internazionale di Giustizia. Che dice:

  • Gli Stati hanno il dovere di limitare il Riscaldamento Globale;
  • Devono ridurre le Emissioni climalteranti;
  • Devono prevenire Danni Ambientali significativi;
  • Possono essere chiamati a rispondere delle conseguenze della loro Inattività Climatica.

La novità sta nel fatto che l’Assemblea ONU ha trasformato questo orientamento giuridico in una Posizione Ufficiale e Condivisa della Comunità Internazionale.

Chi ha votato contro

Otto Paesi hanno votato contro la risoluzione:

  • Stati Uniti
  • Russia
  • Iran
  • Israele
  • Arabia Saudita
  • Yemen
  • Liberia
  • Bielorussia
Aggiungete 28 Paesi Astenuti.

PERCHÉ É STORICA?

É Evento Storico  perché aumenta la RESPONSABILITÀ dei Paesi Membri nel Peso Giuridico/Legale e Politico delle Azioni Climatiche.

Spiegato in modo semplice= Il Cambiamento Climatico non vien più preso come Ideologia Politica ( che tanto i Negazionisti Climatici- link su cos'è il Negazionismo Climatico: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/negazionismo-climatico-quando-il-dubbio.html- dicono sia un'ideologia Terroristica e ,per l'appunto, ne negano l' Esistenza) quanto un Diritto e RESPONSABILITÀ  Internazionale, non solamente una questione Ambientale. Quindi ogni scelta, azione pro e contro l'Ambiente crea un Peso su tutta la nostra Comunità Internazionale. 

In pratica:
  • Rafforza i contenziosi climatici contro gli Stati;
  • Può influenzare le sentenze dei tribunali nazionali;
  • Consolida il principio della “Giustizia Climatica”;
  • Rende più difficile per i Governi ignorare gli Obiettivi Climatici ( Agenda 2030 ed Accordo di Parigi ( del 2015)).

Cosa può cambiare adesso

Gli effetti concreti potrebbero vedersi soprattutto:

  • Nelle Cause Climatiche contro Governi ed Aziende;
  • Nelle Politiche Energetiche Nazionali;
  • Nei futuri negoziati ONU sul Clima;
  • Nelle richieste di risarcimento per danni climatici. 
Secondo diversi osservatori, la risoluzione potrebbe segnare un passaggio decisivo: dal clima come obiettivo politico al clima come obbligo legale internazionale ( da link: https://www.corriere.it/pianeta2030/26_maggio_22/clima-l-assemblea-onu-approva-la-svolta-legale-emissioni-rinnovabili-e-danni-ambientali-diventano-obblighi-per-gli-stati-96adebe0-b083-4ca5-8b14-546a41882xlk.shtml?). 

CONCLUSIONE: COSA NE PENSO?

Questa Risoluzione sicuramente  aumenterà ulteriormente le richieste di Precisazioni, Servizi di Consulenza e Perizie Giuridiche-legali nel Settore Ambientale. Ovvio, ci vorrà del tempo e bisognerà comunque seguire la vicenda e capire a livello legislativo-giuridico le modifiche e cosa cambia nella pratica. Perché non diventano leggi/decreti dopo qualche giorno, penso ci sia sempre un iter burocratico dietro.


Questa Risoluzione è un'altra prova che chiunque é responsabile della situazione climatica che stiamo vivendo, specialmente a livello di Stati Membri dell'ONU. Inoltre dà le basi per responsabilità ambientali a livello Comunitario.

Ricollegandomi all' Ecocidio:  l' Ecocidio introdurrà ulteriori reati, ed alcuni saranno riconosciuti,  quindi finalmente si potranno prendere/ denunciare i responsabili di vari crimini in quanto creano danni alla Comunità. Tanto comunque sarà Sempre seguito dalle Autorità Competenti però, in entrambi i casi, si avrà Giustizia Climatica. 

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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FONTI= https://eccoclimate.org/it/la-risoluzione-onu-sul-clima-mette-alla-prova-la-coerenza-dellitalia/,https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/22/onu-risoluzione-cambiamento-climatico- , https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/cambiamenti-climatici/corte-internazionale-giustizia-agire-clima/https://www.cidse.org/it/2026/05/19/unga-resolution-operationalising-the-icj-climate-ruling/ , https://www.corriere.it/pianeta2030/26_maggio_22/clima-l-assemblea-onu-approva-la-svolta-legale-emissioni-rinnovabili-e-danni-ambientali-diventano-obblighi-per-gli-stati-96adebe0-b083-4ca5-8b14-546a41882xlk.shtml? , «I governi sono obbligati a combattere la crisi climatica»: cosa cambia dopo la storica risoluzione Onu (approvata senza Trump e Putin) - Open

sabato 23 maggio 2026

Cos’è EL NIÑO: cause, effetti e conseguenze sul clima globale

Articolo 41 del 23/05/2026


Buongiorno in questo articolo tratto il fenomeno  di El Niño. Siccome si sente molto parlare di esso, con questo articolo desidero portarVi chiarezza.  

COS' É EL NIÑO

Video spiegazione dal sito del NOAA https://oceanservice.noaa.gov/facts/ninonina.html

Foto della NASA su Wikipedia


 El Niño è un fenomeno climatico naturale che avviene nell’oceano Pacifico tropicale e influenza il clima di gran parte del pianeta. Fa parte di un ciclo chiamato ENSO (El Niño–Southern Oscillation).

In condizioni normali: gli alisei ( i venti tropicali che soffiano da est verso ovest ) spingono le acque calde superficiali verso Indonesia e Australia. Questo permette la risalita di acque fredde lungo le coste del Sud America, soprattutto davanti a Perù ed Ecuador.

Durante un evento di El Niño: questi venti si indeboliscono. Le acque calde si spostano verso il Pacifico centrale e orientale, mentre diminuisce la risalita delle acque fredde. Il risultato è un forte aumento delle temperature oceaniche superficiali in vaste aree del Pacifico.

Questo cambiamento altera la circolazione atmosferica globale e può provocare:

  • Piogge e alluvioni in alcune zone;
  • Siccità e Incendi in altre;
  • Cambiamenti nelle temperature mondiali;
  • Effetti sulla pesca e sull’agricoltura.

El Niño compare in media ogni 2–7 anni e può durare da alcuni mesi fino a circa un anno e mezzo.

DA COSA É CREATO

EL NIÑO nasce dall’interazione tra oceano e atmosfera nel Pacifico tropicale. La causa principale è l’indebolimento degli alisei, i venti che normalmente soffiano da est verso ovest lungo l’equatore. Quando questi venti rallentano o cambiano direzione, le acque calde superficiali del Pacifico occidentale si spostano verso le coste del Sud America.

Questo spostamento riduce la risalita delle acque fredde profonde davanti a Perù ed Ecuador, provocando un anomalo riscaldamento dell’oceano Pacifico orientale. Il cambiamento delle temperature marine altera poi la circolazione atmosferica globale, influenzando precipitazioni, temperature e fenomeni estremi in molte regioni del mondo. 

PERCHÉ INFLUENZA IL CLIMA MONDIALE?

Il Pacifico è il più grande oceano del pianeta e rappresenta un enorme serbatoio di calore. Quando cambia la distribuzione delle temperature marine, cambia anche la circolazione atmosferica globale. 

Gli effetti non sono uguali ovunque. In genere accade che:

  • Lungo le coste di Perù ed Ecuador aumentano piogge intense e alluvioni;
  • Australia e Indonesia possono andare incontro a forti siccità e incendi;
  • Alcune aree del Nord America registrano inverni più miti;
  • A livello globale si osserva spesso un aumento della temperatura media terrestre.

Anche l’Europa può risentirne indirettamente, attraverso modifiche nella circolazione atmosferica e nelle onde di calore, anche se gli effetti sono meno diretti rispetto alle regioni del Pacifico.

STUDI CHE STANNO FACENDO SE É CORRELATO AL SURRISCALDAMENTO GLOBALE

Uno dei temi più studiati oggi riguarda il possibile rapporto tra riscaldamento globale ed ENSO. Molti studi suggeriscono che il cambiamento climatico potrebbe alterare intensità e frequenza degli eventi di El Niño, anche se la comunità scientifica continua a discutere sui dettagli di questi meccanismi. 

Gli scienziati studiano nel dettaglio i meccanismi che innescano EL NIÑO, ma il fenomeno è legato a un complesso sistema di feedback tra temperatura oceanica, pressione atmosferica e correnti marine.

BREVE INTRODUZIONE A  LA NIÑA

La fase opposta di ENSO è La Niña, caratterizzata da acque più fredde del normale nel Pacifico equatoriale orientale e da alisei più forti.

La Niña spesso favorisce un temporaneo raffreddamento globale relativo

CONCLUSIONE

El Niño dimostra quanto oceani e atmosfera siano profondamente collegati. Un cambiamento nelle acque del Pacifico può avere conseguenze a migliaia di chilometri di distanza, influenzando agricoltura, risorse idriche, ecosistemi ed economia globale.

Quindi ricapitolando: Questo evento atmosferico, di accumulo di Calore, non solo ha portata globale, è studiato per i grosso impatto che ha sulle Temperature Globali. E non tocca solo noi italiani, siamo letteralmente sulla stessa barca sia ad affrontare le conseguenze che la generazione di questo fenomeno ( aspettando sempre gli studi scientifici cosa riportano in merito). 

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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FONTI=https://www.britannica.com/dictionary/El-Ni%C3%B1o,  https://it.wikipedia.org/wiki/El_Ni%C3%B1o? ,  https://www.climate.gov/news-features/understanding-climate/el-nino-and-la-nina-frequently-asked-questions , https://oceanservice.noaa.gov/facts/ninonina.html , https://www.pmel.noaa.gov/elnino/what-is-el-nino , https://wmo.int/topics/el-nino-la-nina , https://meteo.es/en/news/cambio_climatico/el-nino-explained-global-climate , https://www.eltiempo.es/noticias/meteopedia/fenomeno-de-el-nino


domenica 17 maggio 2026

Disastri Ambientali: il Disastri di Donora (1948)

 Articolo 40 del 17/05/2026 Episodio 8 di Disastri Ambientali


Link primo episodio DeepWater Horizon : https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-naturali-il-caso-deepwater.html

Link secondo episodio La Terra dei Fuochi: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-la-terra-dei-fuochi.html

Link terzo episodio Ex ILVA di Taranto : https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-lilva-di-taranto.html

Link quarto episodio San Juanico: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/04/disastri-ambientali-disastro-di-san.html

Link quinto episodio Disastro del Seveso : https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/04/disastri-ambientali-il-disastro-del.html

Link sesto episodio Disastro di Baia Mare: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/04/disastri-ambientali-baia-mare-2000.html

Link settimo episodio Disastro Ixtoc 1https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/05/disastri-ambientali-disastro-ixtoc-1.html


Buongiorno a tutti, come avete potuto leggere sul gruppo Facebook l'ho rinominata " I Disastri-Naturali o Ambientali della Settimana" Inteso che portandoli costantemente, non l'avrei proposto se non ci fosse materiale ( a mio parere ce n'è molto). I Format restano sempre Disastri Naturali o Ambientali, cambia la frequenza. Poi se a voi vengono altre idee fatemelo sapere: in privato, sul gruppo o tramite i sondaggi settimanali. Vi lascio al Disastro.


IL DISASTRO DI DONORA (1948)

Foto dal web

PARTIAMO DAI DATI GENERALI

  • Considerato uno dei momenti più importanti nella storia dell' Inquinamento moderno, fece capire che anche l'aria poteva uccidere.
  •  The New York Times lo ricorda come "uno dei peggiori disastri dovuti all'inquinamento atmosferico nella storia degli Stati Uniti"
Effetto sulla cittadinanza:
  • 20 morti ( Anziani, asmatici), a seguito dell' evento 
  • 7.000 malati
  • 14.000 persone intossicate
  • A 10 anni dall'Evento, l'indice di Mortalità di Donora era tra i più alti delle zone vicine.

COS'ERA DONORA E SUO CONTESTO STORICO

Donora era una cittadina Industriale nei pressi di Pittsburg dove sorgevano acciaierie, Impianti per lo Zinco e Fabbriche metallurgiche. La sua posizione Geografica è in una zona a Valle e collinare, lungo il Fiume Monogahela, a 39 km da Pittsburg.

Per decenni gli abitanti respirarono fumi tossici ogni giorno senza protestare troppo, perché praticamente tutta la città viveva grazie alle fabbriche. 

EVENTO- INQUINAMENTO AEREO LENTO

Tra il 27 ed il 31 Ottobre del 1948 una cappa di smog iniziò a ristagnarsi nel cielo sopra Donora, finché non toccò terra. Le prime morti colpirono i residenti della cittadina asmatici. Il ristagno dello smog rimase fino al 31/10 fino a quando scese della pioggia sulla città, che lo dissolse.

La visibilità era così bassa che:

  • le auto avanzavano raschiando i marciapiedi,
  • molte persone camminavano tastando i muri,
  • le ambulanze quasi non riuscivano a circolare.
Immagini storiche 

IMPATTO AMBIENTALE

Le fabbriche emettevano direttamente in Atmosfera:
  • Anidride Solforosa,
  • Fluoruro d’Idrogeno,
  • Particolato,
  • Diossido di Zolfo
  • Metalli Pesanti,
  • Vapori Acidi- Acido Fluoridico

Tra quelle individuate in passato per l'emissione di Acido Fluoridico e Diossido di Zolfo furono United States Steel, la Donora Zinc e l'  American Steel & Wire, chiamate " Industrie dello Zinco".

L'acido Fluoridico ed il Diossido di Zolfo si diffondevano spesso a Donora. La popolazione era già abituata allo smog. L'evento fu reso eccezionale per un'Inversione Termica.

DUE PAROLE SULL'INVERSIONE TERMICA Inversione termica - Wikipedia= Termine Meteorologico che indica un fenomeno o condizione. In Atmosfera libera, normalmente l'Aria più calda sale in Quota Altimetrica ( verso lo Spazio) più si dissolve. 

Con l'Inversione Termica l'Aria Calda ,al posto che salire, cade verso il terreno accumulandosi. Tenete conto che poi va in base al Terreno ( suolo, asfalto o ghiaccio), c'è una stretta correlazione. Quella che si crea é una Depressione Orografica.

Esistono anche  le Inversioni termiche persistenti  che sono quelle che delimitano  i vari strati di suddivisione atmosferica: Stratosfera, Termosfera ed Esosfera.

Andiamo avanti:

Gli inquinanti rilasciati in Atmosfera si mischiarono con l'Umidità accumulata dall'Inversione termica e lo smog diventò:

  • Giallastro,
  • Densissimo,
  • Acre,
  • Irrespirabile.
Lo smog conteneva: Acido Solforico, Diossido di Azoto, Fluoro più altri gas velenosi. Il ristagno avvenne per 5 giorni.


IMPATTO UMANO



Foto storica


 Le persone:
  • Tossivano Sangue,
  • Soffocavano,
  • Crollavano nelle strade,
  • Molti pensavano fosse una specie di epidemia misteriosa.

Molti abitanti raccontarono:

  • muri neri di fuliggine,
  • vestiti sporchi,
  • aria pesante quotidiana.

La tragedia fu il risultato di anni di normalizzazione dell’inquinamento. 

POST EVENTO

Dopo Donora:

  • Iniziarono Studi Medici seri,
  • Macquero Movimenti Ambientalisti,
  • Si arrivò,anni dopo, al Clean Air Act americano. 
  • Individuarono nella Fabbrica di Zinco ( non è specificata quale) il quale aveva attorno all'Impianto uno sterminio di Piante ed Alberi.

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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