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sabato 28 marzo 2026

Disastri Ambientali: l'ILVA di Taranto

 Articolo 25 del 28/03/2026 Episodio 3 di Disastri Ambientali 

Link primo episodio DeepWater Horizonhttps://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-naturali-il-caso-deepwater.html

Link secondo episodio La Terra dei Fuochihttps://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-la-terra-dei-fuochi.html

Oggi vi porta nel mondo nell' ILVA di Taranto. Mi ci son volute 3 ore per portarlo a termine. Non pensavo fosse un Caso così complicato. Quello che troverete scritto sono Cos'è, Impatto Ambientale e sulla Salute Umana ( son riuscito a trovare Dati di due perizie importanti in merito ai casi giudiziari che portarono al sequestro e chiusura del Quarto Polo), Cause legali ed effetti sociali. 

COS'È L'ILVA



Foto 1 e 2 l'ILVA di Taranto

Lo stabilimento ILVA di Taranto è un complesso industriale localizzato nel quartiere Tamburi e, precisamente, nell'area compresa tra la strada statale 7 Via Appia (Brindisi-Taranto), la Superstrada Porto-Grottaglie, la strada Provinciale 49 Taranto-Statte e la strada provinciale 47, per una superficie complessiva di circa 15,45 km². Nonostante i numerosi problemi ambientali l'acciaieria è la più grande d'Europa e una delle acciaierie più grandi al mondo, a ciclo integrale, che produce acciaio a partire dalla lavorazione del minerale di ferro e del carbone fossile

È un SIN- Sito d'Interesse Nazionale  ( come la Terra dei Fuochi di Napoli vedi link al mio articolo:https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-la-terra-dei-fuochi.html  )  ossia un sito contaminato da Risanare con soldi pubblici a livello Nazionale.

PARTIAMO DAI DATI GENERALI


Perché se ne parla ancora: 

  • È il più grande stabilimento siderurgico d’Europa
  • Costruito negli anni ’60 per industrializzare il Sud Italia
  • Ha dato lavoro a migliaia di persone , quindi ha enorme peso economico
  • Taranto è stata definita area ad alto rischio ambientale già negli anni ’80
  • Considerata tra le aree più inquinate al mondo 
  • Colpiti Quartiere Tamburi di 18 mila abitanti(attaccato alla fabbrica) e le zone circostanti.
  • Superficie complessiva di circa 15,45 km².
  • SIN 

  • È intervenuto anche l'ONU ed il caso  non è più solo un problema italiano è riconosciuto a livello internazionale.

    CONTESTO STORICO= 

    Lo stabilimento ILVA nasce  a seguito del dibattito tra IRI ( Istituto della Ricostruzione Industriale post Seconda Guerra Mondiale) e Fidinsider S.P.A ( Società Italiana collegata alla IRI in quegli anni). Lo Stato pagò 217 miliardi di Lire per la costruzione e far lavorare 4000 dipendenti ( nel 1965)  utili a produrre 300.000 di tonnellate di acciaio. L'obiettivo Statale era quello di creare il Quarto Polo Siderurgico oltre alle Acciaierie di Cornigliano, l'ILVA di Piombino e Bagnoli. I suoi primi dipendenti vengono inviati negli USA per gli addestramenti.  

     Nasce negli anni '60 dalla società Italsider ( a quanto mi pare collegate alle Istituzioni indicate sopra) anche per sfruttare il Porto di Taranto ed uno spazio enorme per Impianti Industriali. Nel 1961 incomincia la prima produzione di Profilati in Acciaio. Il  19 Novembre1964 si aprì il primo Altoforno, il secondo il 29 Gennaio 1965, già al 10/04/1965 sotto presenza del Presidente della Repubblica di allora inaugurò il quarto. Nel Natale 1968 fece pure visita il Papa.

    Nel 1970 il Quarto Polo ( ILVA di Taranto) produceva utili finanziari pari al 40% di Italsider

    A seguito degli utili del 79% della Società, ci fu ampliamento della Fabbrica verso Vado Ligure e Piombino ( i quali portarono 43 000 ulteriori lavoratori nel 1981).

    SCHEMA PRODUTTIVO PER CAPIRE IL PROCESSO

    L’ILVA è un’acciaieria integrata:

    • Acciaio (base)
    • Acciai Speciali e Leghe
    • Prodotti Piani (Laminati per industria, per industria Automobilistica,  per prodotti dei Cantieri)

     Processo produttivo:

    1. Carbone → Coke (cokerie)
    2. Minerale di Ferro → Altoforni
    3. Fusione → Acciaio
    4. Laminazione → Prodotti Finiti da mettere sul mercato


    SCOPERTA=

    Nel 1998 lo Stabilimento era già stato individuato nel provinciale "Piano di Disinquinamento e per il Risanamento del Territorio della Provincia di Taranto" come maggior fonte inquinante di Taranto, con Deroga Statale alle Emissione del rilascio delle sue sostanze. Venne indicata come " Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale" dal 1990, poi rinnovato nel 1997. ( P.S= Quindi le Istituzioni sapevano tutto e non avevano fatto nulla). Solo tra il 2003 e 2004 la società giunge ad un accordo con la

    Verso il  2010 partono varie accuse verso la dirigenza e la proprietà ( vedi paragrafo: PROCESSI ED ACCUSE).

    Nel 2012 interviene la Magistratura di Taranto che obbliga alla Urgente Bonifica, Intervennero i Carabieri del NOE- Nucleo Operativo Ecologico ( che si occupano di Ispezioni Ambientale in Ambito Nazionale) che sequestrano lo Stabilimento.

    Dopo il sequestro sempre nel 2012, si cerca di far rientrare lo Stabilimento di Produzione con un' AIA ( Autorizzazione Integrata Ambientale- Quali usate per Impianti di Depurazione ecc) però la situazione è sfuggita di mano a livello di Contaminazione dell'Area. 

     Nel 2013 ci fu anche un Referendum Cittadino della zona tarantina il quale Stravinse il SI che fece chiudere la Fabbrica dell'ILVA.  A metà 2013 avvenne il Commisariamento dell' ILVA.

     IMPATTO AMBIENTALE E CONSEGUENZE=

    Foto 3 il SIN dell'ILVA di Taranto ( la mappa della zona Contaminata)


    Fin dall’inizio, lo stabilimento ha emesso sostanze altamente tossiche:

    • Diossina
    • PCB (Policlorobifenili)
    • Benzo(a)pirene
    • IPA (idrocarburi policiclici aromatici)
    • Polveri sottili (PM10)
    Queste sostanze sono:
    • Cancerogene
    • Persistenti (restano anni nell’ambiente)
    Quindi aria, suolo e catena alimentare contaminati. Le perizie tecnico-scientifiche hanno confermato
    che queste emissioni sono direttamente legate all’impianto.

    Da dove arrivano all'Interno di queste fabbriche:

    • Cokerie
    • Parchi Minerali (polveri)
    • Rottami ferrosi

    Perché usa:

    • Carbone
    • Combustione ad alte temperature
    • Grandi quantità di Materie Prime rilasciate all’aperto

    L’inquinamento non usciva solo dai camini, ovunque all'interno ed esterno della Fabbrica.

     
    Aggiungiamo che all'Interno della Fabbrica trovi:

  • Diossine per via della Produzione
  • Metalli Pesanti (Piombo, Arsenico, Nichel)
  • Amianto
  • Ossidi di Zolfo e Azoto

  • DATI PERIZIE 2010 RESE PUBBLICHE:

    Nella prima perizia sulle emissioni, si legge che nel 2010 Ilva aveva emesso in aria le seguenti sostanze convogliate (tabella A-1 della perizia):

    • 4.159.300 kg di polveri sottili;
    • 11.056.900 kg di diossido di azoto;
    • 11.343.200 kg di anidride solforosa;
    • 7.000 kg di acido cloridrico;
    • 1.300 kg di benzene;
    • 338,5 kg di idrocarburi policiclici aromatici;
    • 52,5 kg di benzo(a)pirene;
    • 14,9 kg di policlorodibenzodiossine (abbreviato in diossine) e policlorodibenzofurani;
    • 280 kg di cromo III (cromo trivalente).

    Inoltre, da dichiarazione E-PRTR della stessa ILVA (tabella C-1 della perizia):

    • 172.123.800 kg di monossido di carbonio;
    • 8.606.106.000 kg di biossido di carbonio;
    • 718.600 kg di composti organici volatili non metanici;
    • 8.190.000 kg di ossidi di azoto;
    • 7.645.000 kg di anidride solforosa;
    • 157,1 kg di arsenico;
    • 137,6 kg di cadmio;
    • 564,1 kg di cromo;
    • 1.758,2 kg di rame;
    • 20,9 kg di mercurio;
    • 424,8 kg di nichel;
    • 9.023,3 kg di piombo;
    • 23.736,4 kg di zinco;
    • 15,6 kg di diossine;
    • 337,7 kg di idrocarburi policiclici aromatici;
    • 1.254,3 kg di benzene;
    • 356.600 kg di cloro e composti organici;
    • 20.063,2 kg di fluoro e composti organici;
    • 1.361.000 kg di polveri.

    -Un segnale che qualcosa non andava bene od almeno in Allarme, forse farsi 2 domande: arriva nel 2008 con controlli nel Latte delle Pecore della zona che indicavano presenza di PCB ( Policlorobifenili)  e Diossine 30 volte superiori nel limite legislativo. Si concluse sterminando 200 Pecore ( manco risalendo ai colpevoli).

    - Nel 2012 solo nel Quartiere Tamburini i PM10 erano al di sopra dei limiti di legge, mentre a Taranto  erano i più bassi del Paese.

    -Nel 2012 si avviò processo di Risanamento, che nel 2013 raggiunse il Ministero dell'Ambiente.

    Breve spiegazione= 2 Tipi di emissioni:

    1. Emissioni  Convogliate 

    • dai camini
    • si disperdono anche oltre 20 km

    2. Emissioni Diffuse (le peggiori)

    • Non controllate
    • Arrivano direttamente sulla città

    EFFETTO SULLA SALUTE UMANA 

    Secondo studi, rapporti, perizia ( es. quella del 2012):  

    Aumento  nella Zona di:
    • tumori
    • malattie respiratorie
    • tumori
    • problemi cardiaci
    • disturbi neurologici
    • mortalità prematura ed effetti anche sui bambini
    DATI PERIZIA EPIDEMIOLOGICA DEL 2010 RESA PUBBLICA:

    Per ciò che riguarda la perizia epidemiologica, i modelli epidemiologici adottati dai periti di parte nominati dalla Procura di Taranto hanno attribuito per tutte le cause di morte, nei sette anni considerati:

    • un totale di 11 550 morti, con una media di 1650 morti all'anno, soprattutto per cause cardiovascolari e respiratorie;
    • un totale di 26 999 ricoveri, con una media di 3 857 ricoveri all'anno, soprattutto per cause cardiache, respiratorie, e cerebrovascolari.

    Di questi, considerando solo i quartieri Tamburi e Borgo, i più vicini alla zona industriale:

    • un totale di 637 morti, in media 91 morti all'anno, sono stati attribuiti ai superamenti dei limiti di PM10 di 20 microgrammi a metro cubo (valore consigliato OMS rispetto al limite di legge europeo di 40 microgrammi a metro cubo). Secondo il Ministero della Salute, il problema del PM10 a Taranto, seppur inferiore all'inquinamento di PM10 di molte città dell'Italia Settentrionale, è determinato dalla tipologia di inquinanti che quelle polveri sottili veicolano.[
    • un totale di 4 536 ricoveri, una media di 648 ricoveri all'anno per malattie cardiache e malattie respiratorie, sempre attribuibili ai suddetti superamenti.

     Un rapporto ONU dice che:

    • l’ILVA ha causato malattie, mortalità prematura e danni ai diritti umani

    CAUSE LEGALI COLLEGATI A VARI PROCESSI= 

    PROCESSI ED ACCUSE:

    Già nel 2001 NON ci furono le prime accuse non in materia ambientale però per sfruttamento dei lavoratori e mobbing con condanna di 11 dirigenti. 

    Nel 2005 la Corte di Cassazione condanna i Riva ( famiglia proprietaria della Società dell'ILVA) per rilascio di Getto Pericoloso di Cose ( Polveri) che uscivano dai depositi della fabbrica, anche perché molto superiori ai limiti di legge. Lo stesso anno partì il Processo ( iniziato nel 2001)  ai dirigenti aziendali per non aver rispettato l' Ordinanza del Sindaco che obbligava lo spegnimento delle Batterie 3 e 6 della cokeria per ragioni di inquinamento nonché per diversi reati in materia di inquinamento (emissioni dannose e danneggiamento del suolo). Vennero condannati nel 2007: 3 anni all' Amministratore Delegato, 2 anni e 8 mesi al Direttore Tecnico.

    Nel 2010 viene avviata a Taranto la causa di Disastro Ambientale, nel quale 2012  vennero depositate 2 perizie Chimica ed Epidemiologica. Gli imputati erano il Figlio del Proprietario, il Direttore dello Stabilimento produttivo e Responsabile dell' Area Agglomerato per Disastro Colposo e Doloso, Avvelenamento di Sostanze alimentari, Omissione Dolosa di cautele contro gli infortuni sul Lavoro, Danneggiamento Aggravato di Beni Pubblici, Getto e Sversamento di Sostanze pericolose ed Inquinamento Atmosferico. Dall'accusa si prese il caso di Contaminazione di 70 ettari di Parchi Minerali per via delle polveri che si sommavano ai Gas Nocivi, le Cokerie che producevano Benzo(a)Pirene ed il Camino E132 dell'Impianto di Agglomerazione che rilasciava la Diossina.

    Nel 2013 ILVA chiuse in seguito al Referendum per la sua chiusura e commisiariata.

     Secondo l'ONU l' ILVA ha:

    • violato i diritti umani
    • compromesso il diritto a un ambiente sano

    L’ONU accusa indirettamente lo Stato:

    • Bonifiche Rinviate
    • Interventi insufficienti
    • Produzione continuata nonostante i rischi

     Inoltre dall'UE:

    • L’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (2019)
    RISULTATO IN ITALIA

    Il caso ILVA è uno dei più documentati in Italia:

    • Migliaia di Atti Giudiziari
    • Centinaia di perizie tecniche
    • Documenti Amministrativi (AIA, decreti, monitoraggi)

    Un’inchiesta giornalistica ha raccolto:

    • intero database di atti del processo
      • udienze
      • perizie
      • ordinanze

    Documenti accumulati tra Procura, Ministeri e ARPA.

    Dai documenti emerge:

    • Dati disponibili ma non coordinati
    • Controlli Tardivi
    • Mancanza iniziale di strumenti (es. misurazione diossina)- ( P.S.= Il che non è una scusa, anzi sarebbe dovuta essere un trampolino per migliorare la Vita dei Lavoratori e dei Cittadini. Essendo in Italia avranno nascosto sotto il tappetto finché non è esploso il caso)
    Tra i cittadini ci sono due realtà opposte:

    Da una parte chi lavorava / lavora nell’ILVA ha bisogno dello stipendio per vivere in questo Paese.
    Dall'altra= Chi vive vicino che  subisce l’inquinamento.

    Risultato finale: 
    • tensioni sociali
    • proteste
    • dibattito politico infinito 

    Grazie dell'attenzione e la lettura.

    Da Luca Vanerio

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