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sabato 25 aprile 2026

Disastri Ambientali: Baia Mare (2000)

 Articolo 32 del 25/04/2026 Episodio 6 di Disastri Ambientali

Link primo episodio DeepWater Horizon https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-naturali-il-caso-deepwater.html

Link secondo episodio La Terra dei Fuochihttps://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-la-terra-dei-fuochi.html

Link terzo episodio Ex ILVA di Taranto : https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/03/disastri-ambientali-lilva-di-taranto.html

Link quarto episodio San Juanicohttps://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/04/disastri-ambientali-disastro-di-san.html

Link quinto episodio Disastro del Sevesohttps://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/04/disastri-ambientali-il-disastro-del.html


Buongiorno a tutti, come fatto su Facebook vi ringrazio per il messaggio che mi state dando, ossia quello che mi spinge a comunicarVi, divulgarVi, spiegarVi la complessità ambientali che ci circondano. Oltre a raccontarVi fatti e disastri reali ( documentati e non uscite dalla mia fantasia) storici che sennò rimarrebbero ignorati/ sepolti nell'Era Moderna. Per questo Vi ringrazio a tutti.


Come vi stavo per dire: Oggi vi porto in Romania a Baia Mare. Il caso di oggi è data dall'estrazione di Oro. Questo è un caso diverso di Inquinamento e Disastro Ambientale, in quanto il Contaminante è disperso nell'Acqua Superficiale ( Ossia quella che vediamo e parlo di mari, fiumi e laghi). E come potrete leggere dalla Ricerca e spiegazione 

DISASTRO DI BAIA MARE 

Immagine dal Web

PARTIAMO DAI DATI GENERALI

  • Luogo: Baia Mare, Romania
  • Incidente: Crollo del Bacino di Decantazione della Diga
  • Perdita in Ambiente: 100.000 metri cubi
  • Il più grosso Disastro Ambientale dell'Europa Orientale dopo Chernobyl (1986)
  • Chiamato: Catastrofe di Baia Mare
  • Colpito 2.000 km di Bacino Fluviale.

Grandezza del Bacino di Decantazione della Diga e Proprietà del Bacino

  • Proprietà: 51% della Società australiana Aurul SA, controllata da Esmeralda, e per il 49% dalla romena  Remin SA.
  • Collegamento all' Impianto estrattivo 
  • Volume dei materiali: 1,6 milioni di metri cubi
  • Lunghezza Bacino: 4.000 metri

Baia Mare ed Estrazione dell'Oro=

Baia Mare è una città mineraria dove si estrae Oro. Negli anni '90 entra in gioco il Cianuro. 

Funziona così:
  • Si prendono scarti minerari (tailings)
  • Si aggiunge Cianuro per separare l’Oro
  • Resta una fanghiglia tossica

Questa fanghiglia viene accumulata in bacini artificiali (dighe). Questo metodo è usato tutt'oggi. 

INCIDENTE

Mappa dell'inquinamento 

 L'incidente avvenne la notte del 30/01/2000. L'insieme delle cause del cedimento della diga del Bacino di Decantazione furono: errori strutturali e difetti progettuali dello stesso,   . Dopo 23 ore di pioggia incessante, crollò il Bacino di Decantazione dei fanghi prodotti. Il quale rilasciò tra i 100.000 metri cubi ed i 300.000 metri cubi di materiale minerario contenente Metalli Pesanti ( Piombo, Zinco e Rame) , Cianuro di Sodio ( questo usato per l'estrazione). La causa molto probabile fu, a quanto pare su Wikipedia, il Sifonamento ( la pressione dell'Acqua con i materiali di scarto crearono un danno alla struttura)  causò un danno largo 25 cm e profondo 2,5 metri. Sempre secondo Wikipedia, il 01/02/2000 il Cianuro disperso era tra le 50 e 100 Tonnellate . 

In materia di Bonifica Ambientale si chiama Contaminazione di Acque Superficiali.

Il liquido entrò nel Fiume Someș, poi convogliò nel  Fiume Tisza e successivamente nel Fiume Danubio. Il fatto pazzesco fu che l'Origine-Fonte dell'Inquinamento partì dalla Romania ed arrivò, passò in Ungheria e raggiunse la Serbia. Quella più colpita fu però la Romania. Nel fiume Tibiscio, in Ungheria, la sopravvivenza di specie di pesci fluviali le acque rimasero compromesse per diversi giorni.

La fanghiglia si diluì nell'acqua e depositando nel terreno si trasformò naturalmente creando in seguito danni ulteriori. 

IMPATTO AMBIENTALE  E SUGLI ABITANTI DELLA ZONA


Immagine dei pesci morti nel Tisza

La conseguenza Catastrofica fu sui pesci e gli Ecosistemi dei fiumi colpiti. La spiegazione di questo tipo di Inquinamento è: non si può chiudere l'area essendo in territorio naturale, il contaminante ( essendo fanghiglia con acqua) si muove costantemente, non arresta la sua corsa, vengono colpiti costantemente ecosistemi naturali.  

L'impatto è seguente sia nell'Ecosistema che conseguentemente agli abitanti:
  • Fanghiglia o Plume tossico con l'acqua crea un' Onda tossica.
  • Morte di Massa: Furono raccolte 1.400 tonnellate di pesci morti.
  • Spariscono Specie Chiave nell'Ecosistema Naturale.
  • Si rompe l'equilibrio tra Predatori e Prede.
  • Interi cicli biologici s'interrompono.
  • Acque inutilizzabili.ù
  • Colpiti sequenzialmente Ecosistemi.
  • Alla popolazione del Villaggio di Bozânta Mare furono inquinate le sorgenti di approvvigionamento di acqua. 
  • 2.000 km di Bacino fluviale contaminata .
  • Dalle mie fonti sottostanti ( vedi: FONTI): si stimano 200 tonnellate di pesci morti
  • 62 specie di animali colpite, di cui 20 protette .
  • Acqua contaminata per 2,5 milioni di abitanti.

BONIFICA



Tabella Contaminanti risalenti allo studio ritrovato online del 2000 ed Immagine storica 


I rimedi al Disastro furono: migliorare i sistemi di monitoraggio delle acque della Diga, costruzione di ulteriori bacini, controlli ogni 2 ore di tubazioni e della stessa Diga. La contromisura di Bonifica Ambientale fu usare: l' Ipoclorito di Sodio per l'Ossidazione per attuare sui sali tossici il principio di Ossidazione e renderli innocui.

REGALO A VOI LETTORI=  Lo Studio di Ricerca dell' Anno 2000 di 8 pagine dove spiega l'accaduto e la contaminazione https://archive.eecentre.org/eecentre.org/wp-content/uploads/2019/06/Baia-Mare-cyanide.pdf

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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domenica 15 marzo 2026

La Biodegradibilità dei rifiuti

  Articolo 22 del 15/03/2026 Episodio 1 Format i Rifiuti

Oggi vi porto nel mondo dei rifiuti. Così che ne siate a conoscenza, od almeno, ad avere la consapevolezza di cosa succede ai rifiuti durante il loro processo di biodegradabilità. Sarà diviso in 3 parti: Cos'è ( differenza materiali ed impatto ambientale), attività microbica, reazione chimica e fattori ambientali. Ulteriori informazioni potete trovarle sul mio articolo sugli impianti depurativi delle acque reflue ( link:https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/depurazione-delle-acque-spiegata.html)



Cos’è la biodegradabilità

La biodegradabilità è la capacità di un materiale di essere decomposto da microrganismi come batteri, funghi e enzimi naturali, trasformandosi in sostanze più semplici (acqua, anidride carbonica, biomassa).

Il processo avviene tramite:

  • Degradazione Biologica da parte di microrganismi
  • reazioni chimiche (Ossidazione, Idrolisi)
  • fattori ambientali come luce, temperatura e umidità


Fattori che influenzano la biodegradazione

1.     Tipo di materiale

2.     Presenza di ossigeno

3.     Temperatura

4.     Umidità

5.     Attività microbica

.

Tempi di biodegradabilità dei rifiuti


Rifiuto

Tempo medio di degradazione

Buccia di banana

circa 4 settimane

Torsolo di mela

1-2 mesi

Carta

3 mesi

Giornale

circa 6 settimane

Cartone

circa 2 mesi

Mozzicone di sigaretta

1-8 anni

Gomma da masticare

5 anni

Lattina di alluminio

20-100 anni

Sacchetto di Plastica

100-1000 anni

Bottiglia di Plastica

100-1000 anni

Pannolino usa e getta

circa 400-450 anni

Polistirolo

fino a 1000 anni

Bottiglia di vetro

fino a 4000 anni o più


 Differenza di Materiali

  • Materiali come plastica e polistirolo derivano dal petrolio e hanno strutture molecolari molto stabili che i microrganismi non riescono a degradare facilmente. Durante la degradazione lenta la Plastica si frammenta formando Microplastiche, che possono contaminare acqua, suolo e catena alimentare. Ogni anno milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari.

domenica 1 marzo 2026

ENI e controversie ambientali

Articolo 17 del 01/03/2026


Oggi vi porto in una ricerca di 2 ore inerente e come protagonista ENI, era nata sul Greenwashing, poi ho voluta ampliarla. Ampliamento è dato che, quando m'innamorai di questo settore, nelle mie ricerche non ho mai trovato una Base Generale su Eni scritta. Ossia una base su cui capire meglio situazioni di questa azienda Statale. Eni che come sapete tutti è sotto lo Stato Italiano. Ho voluto essere più informativo/ divulgativo. Da quando mi sono innamorato del settore Ambientale che ogni volta compare sempre qualche problema su ENI in tale settore, ho voluto riportarvi casi, controversie su questa azienda. Desidero farvi riflettere sulla realtà dei fatti e non sulla "pubblicità" loro, certo dichiareranno che vogliono fare la transizione energetica, bene perché non investire i miliardi di fatturato netto in energie rinnovabili? 

Questo articolo è per informare, non è per buttare fango su questa azienda. Se dicessi i miei personali, diciamo che qualcuno si offende. Questo articolo è nella speranza che raggiunga chi decide, ad associazioni ambientali ed interessati o che seguono/ documentano la vicenda, ed abbiano un ulteriore base di ricerca informazioni per i loro scopi. 

Logo ENI


Foto 1 posizione di ENI nel mondo 

CHI È ENI/PLENITUDE?

 ENI S.p.A. è una multinazionale italiana dell’energia, fondata nel 1953, attiva storicamente nel petrolio e nel gas, ma con attività che includono anche chimica, biocarburanti e nuove tecnologie energetiche.

Impegni dichiarati da Eni/Plenitude

  • Plenitude si presenta come azienda impegnata in una transizione energetica sostenibile, con focus su energia rinnovabile, mobilità elettrica e neutralità carbonica.

  • ENI ha annunciato obiettivi di riduzione delle emissioni e progetti di compensazione (ad es. crediti di carbonio).

Critiche da ONG e osservatori

  • Ambientalisti sostengono che molte delle strategie ambientali siano più di immagine che reali, specie quando vengono usati crediti di carbonio per fare apparire emissioni più basse senza ridurre realmente i combustibili fossili.

 Casi giudiziari e controversie

Cause per danni climatici

  • Nel 2023- ad oggi, Greenpeace e ReCommon, insieme ad alcuni cittadini, hanno intentato una causa climatica contro ENI, sostenendo che l’azienda abbia contribuito in modo significativo al cambiamento climatico pur essendo consapevole dei rischi ambientali fin dagli anni ’70.

  • Nel luglio 2025 la Corte di Cassazione italiana ha confermato che il processo può proseguire davanti al Tribunale di Roma.

Azioni legali di ENI contro critici

  • ENI ha avviato diverse cause per diffamazione contro giornalisti e ONG critiche, che alcune associazioni definiscono SLAPP (“causa legale strategica contro la partecipazione pubblica” o anche “azione legale strategica per contrastare la partecipazione pubblica”ovvero cause percepite come mirate a intimidire chi denuncia l’impatto ambientale dell’azienda.

Indagini su Plenitude

  • L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha indagato Plenitude nel 2025 per presunte pratiche commerciali scorrette nelle comunicazioni di rinnovo contrattuale. Il caso si è chiuso con impegni migliorativi e compensazioni per clienti.

 Multe, sanzioni e controversie 

  • Nel Settembre 2025 Sanzione di €336,2 milioni per Cartello sui prezzi dei carburanti= Nel settembre 2025 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha multato sei compagnie petrolifere, tra cui Eni. Il totale delle multe per sei compagnie petrolifere è stato oltre €936 milioni , con Eni responsabile di circa €336,2 milioni, la più alta fra tutte. Secondo l’AGCM, l’accordo è durato dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2023 e ha portato a un forte aumento artificiale del valore di quella componente.

  • Abuso di posizione dominante nel mercato delle bioplastiche €1,7 milioni (2025) a Novamont di proprietà Eni= Sempre l’AGCM ha multato Eni insieme alla sua controllata Novamont per pratiche che avrebbero ostacolato la concorrenza nel mercato degli ingredienti per bioplastiche usati per sacchetti biodegradabili. A Eni è stata comminata una multa di circa €1,7 milioni in base alle regole antitrust italiane. 

  • Nel 2020 ENI fu multata per 5 milioni di euro dall’AGCM per pubblicità ritenuta ingannevole del carburante “green diesel”=  Pubblicizzata come ambientalmente vantaggioso pur non essendo a basso impatto. Successivamente il Consiglio di Stato italiano ha annullato parte di quella multa, sostenendo che termini come “green” non potessero essere completamente vietati su tali prodotti.

  • Sanzioni a Eni Gas e Luce  di circa €11,5 milioni (2020)= L’autorità italiana per la protezione dei dati (Garante privacy) aveva multato Eni Gas e Luce per telemarketing non autorizzato e attivazioni inaspettate di contratti, con sanzioni complessive di circa €11,5 milioni.

  • In passato Eni è stata coinvolta in sanzioni dell’antitrust con altri fornitori di energia elettrica per pratiche commerciali aggressive (es. nel 2016 circa €3,6 milioni).

  • Cause civili e penali legate a operazioni estere (Nigeria, Congo) = Ci sono stati procedimenti giudiziari in passato in cui Eni e alcuni dirigenti sono stati implicati in indagini su presunti accordi corruttivi per concessioni in Africa però non sempre questi hanno portato a condanne o sanzioni definitive contro l’azienda stessa. In quanto lì hanno pozzi petroliferi a cielo aperto e sfruttamento della mano d'opera. ( Vedi Disastri Ambientali Documentati).

Perché arrivano le critiche ENI/Plenitude

Accuse di greenwashing

  • Greenpeace accusano Eni di greenwashingcioè di mettere in evidenza impegni o prodotti “virtuosi” per migliorare l’immagine senza fare reali cambiamenti strutturali nella riduzione dei combustibili fossili.

Contributo ai cambiamenti climatici

  • Gruppi ambientalisti sostengono che le attività di ENI nella produzione di petrolio e gas contribuiscano pesantemente alle emissioni globali di gas serra, aggravando il cambiamento climatico.

Strategie giudiziarie contro critici

  • Le cause legali intentate da ENI contro ONG e giornalisti sono viste da molte associazioni come un tentativo di intimidire chi denuncia impatti ambientali, limitando la libertà di espressione e la partecipazione pubblica nel dibattito climatico.

Richieste di cambiamento industriale

  • Legambiente, Greenpeace e altre organizzazioni chiedono non solo trasparenza ma cambiamenti strutturali, come la riduzione drastica delle estrazioni di combustibili fossili e investimenti reali nelle rinnovabili.


DISASTRI AMBIENTALI DOCUMENTATI

 Nigeria nel Delta del Niger: uno dei casi più gravi

Foto 2 Posizione Delta del Niger(Nigeria) Foto 3 e 4 Immagini relative al Disastro Ambientale in cui ENI era/è coinvolta

Inquinamento cronico e fuoriuscite di petrolio

  • Amnesty International e altre Associazioni hanno documentato numerose fuoriuscite di petrolio nelle operazioni di Eni attraverso la sua controllata Nigerian Agip Oil Company (NAOC). Dal 2014, secondo Amnesty, Eni ha riportato circa 820 sversamenti con oltre 4,1 milioni di litri di petrolio persi nel Delta del Niger. Questi spilli vengono spesso attribuiti a furti e sabotaggi, una versione contestata dalle comunità colpite perché limita i risarcimenti.

  • Il Delta del Niger è considerato una delle aree più degradate al mondo a causa della contaminazione delle acque, dei suoli, delle foreste di mangrovie e degli habitat naturali dall’attività petrolifera.

Cause legali e richieste di risarcimento

  • Le comunità locali, come quella di Ikebiri (Bayelsa- Nigeria), avevano avviato cause legali contro Eni per ottenere bonifiche e risarcimenti per uno spilling del 2010, che avrebbe devastato pesca e agricoltura. Il processo è stato avviato anche davanti ai giudici italiani, con richieste di compensazioni e ripristino ambientale.

Critiche internazionali e ONU

  • Un rapporto delle Nazioni Unite del 2025 ha evidenziato che molte aree inquinate in Nigeria anche da precedenti attività di Eni/NAOC non sono state adeguatamente bonificate dopo il disinvestimento delle società petrolifere, aggravando l’impatto sui diritti umani e sull’ambiente.



Emissioni di gas, gas flaring e clima

Gas flaring in Africa

  • Eni è stata criticata per il gas flaring (la combustione di gas naturale associato al petrolio) nei suoi giacimenti africani, è un’attività che produce grandi quantità di anidride carbonica e black carbon contribuendo al cambiamento climatico e all’inquinamento locale. Questo fenomeno è stato documentato in indagini di ONG come Greenpeace e Environmental Investigative Forum.

  • In particolare in Congo, Greenpeace ha documentato che volumi significativi di gas associato vengono ancora bruciati in torcia, nonostante gli impegni dichiarati di riduzione delle emissioni (zero flaring).

Altri Paesi e criticità ambientali legate alle attività petrolifere

Aree marine e biodiversità

  • Anche se meno documentati specificamente per Eni, i giacimenti offshore e le attività di trivellazione al largo di diverse regioni possono comportare rischi di sversamento e impatti sugli ecosistemi marini; tali rischi sono generalmente associati alle esplorazioni petrolifere e includono:

    • contaminazione delle acque costiere;

    • danni agli habitat come le barriere coralline;

    • impatti negativi su pesca e biodiversità. (Questi aspetti sono documentati per analoghi casi globali di fuoriuscite petrolifere, anche se non sempre causati direttamente da Eni).

Critiche generali su questi casi

Accuse di negligenza

  • Secondo Amnesty International e ONG ambientali, Eni e altre compagnie petrolifere talvolta reagiscono lentamente alle segnalazioni di fuoriuscite, con ritardi nelle operazioni di bonifica e informazioni potenzialmente fuorvianti sulle cause e portata dei danni.

Impatto sui diritti umani

  • La combinazione di inquinamento, mancata bonifica e scarsa compensazione ha portato a denunce secondo cui l’attività petrolifera compromette il diritto alla salute e a un ambiente sano per le comunità locali, con conseguenze economiche e sociali


CAUSE LEGALI IN SEGUITO AI DISASTRI

La comunità di Ikebiri, nel Delta del Niger (Nigeria), ha citato in giudizio Eni S.p.A. e la sua controllata locale Nigerian Agip Oil Company (NAOC) davanti al Tribunale Civile di Milano (Italia), sostenendo che uno sversamento di petrolio nel 2010 ha causato gravi danni ambientali e alla salute degli abitanti.

Cosa chiedevano

  • Accertamento della responsabilità di Eni/NAOC per lo sversamento di petrolio

  • Risarcimenti per danni economici e alla qualità della vita

  • Bonifica dell’area contaminata

  • Indennizzo di almeno circa €2 milioni o equivalente locale, oltre a interessi e rivalutazione monetaria

Svolgimento e risultato

  • La causa è stata depositata nel 2017 e la prima udienza si è tenuta nel 2018.

  • In ottobre 2018 è stato raggiunto un accordo extragiudiziale tra la comunità e NAOC con alcuni progetti comunitari (es. miglioramenti infrastrutturali), però non ha previsto la bonifica completa dell’area inquinata.

  • Il procedimento giudiziario è stato poi chiuso perché le parti hanno abbandonato il caso.

 Questo caso è importante perché ha segnato una delle prime volte in cui comunità africane hanno portato Eni davanti a un tribunale italiano per un disastro ambientale causato da attività petrolifere all’estero.

ALTRO IN NIGERIA

Oltre alla causa portata in Italia, alcune comunità e gruppi legali locali in Nigeria avevano avviato procedimenti nei tribunali nigeriani per la stessa serie di sversamenti petroliferi, cercando risarcimenti o bonifiche direttamente sul territorio, però con risultati misti e spesso frustrati da complicazioni giudiziarie e giurisdizionali.

Inchieste e indagini su negligenza

Organizzazioni come Amnesty International hanno denunciato pubblicamente gravi negligenze nella gestione degli sversamenti di petrolio da parte di Eni (e altre compagnie), ma tali rapporti in sé non equivalgono a sentenze giudiziarie: sono piuttosto elementi di pressione civile, etica e politica per sostenere le cause legali. 

CONCLUSIONE

Riguardo ad Eni seguo spesso seguo le vicende quando pubblicano Greenpeace e ReCommon. Desidero che riflettiate su una delle più grosse compagnie petrolifere è italiana. Ripeto la domanda: perché i fatturati miliardari di ENI non vanno tutti in energie rinnovabili? Siccome dichiarano che sono su questa parte. So che potete dirmi " Eh ma Luca, loro hanno costruito un aspiratore di CO2 in Italia come test, non basta questo?" vi do la mia risposta: Appunto, si parla di UN solo Aspiratore, non mi sono giunte notizie che ne abbiano fattoi degli altri in modo da conpensare le loro emissioni". Quindi ricapitolando: Noi italiani paghiamo quest'azienda che ogni 2 per 3 riceve sanzioni dal mondo o dallo stesso Stato per negligenze, danni ambientali ed inquinamento. Aggiungete accusata di Disastri Ambientali in Nigeria ( documentati da ReCommon, Greenpeace e giudici dello stato africano) che è ancora sotto lo Stato Italiano ( perché doveva essere privatizzata in questi anni però guarda caso) non è cambiato nulla. Spero che questo articolo vi faccia riflettere.  

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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FONTI=Generali= https://it.wikipedia.org/wiki/Eni , https://www.greenpeace.org/italy/storia/26826/eni-la-stampa-italiana-e-la-narrazione-distorta-della-sostenibilita-linchiesta-di-voxeurop-e-greenpeace/  , https://www.euronews.com/2023/05/11/greenpeace-teams-up-with-italian-citizens-people-to-sue-energy-giant-eni Eni e multe= https://en.agcm.it/en/media/press-releases/2020/1/PS11400 , https://www.lamescolanza.com/2016/06/14/lantitrust-multa-145-milioni-acea-edison-eni-ed-enel/ , https://www.ansa.it/english/news/business/2025/09/26/antitrust-fines-six-oil-firms-almost-1-bn-for-forming-cartel_fff0c057-6eaa-4c63-a11a-22abde3a130c.html , https://www.europeaninterest.eu/eni-fined-e5m-deceiving-consumers-green-diesel-italian-watchdog-rules/ , https://www.edpb.europa.eu/news/national-news/2020/italian-supervisory-authority-fines-eni-gas-e-luce-eur-115-million-account_en , https://en.agcm.it/en/media/press-releases/2025/6/A573-https://en.agcm.it/en/media/press-releases/2025/9/I864 , disastri ambientali= https://www.amnesty.org/en/documents/afr44/7970/2018/en/ , https://www.thecable.ng/bayelsa-community-sues-eni-demands-compensation-oil-spill , Nigeria: Amnesty data activists uncover serious negligence by oil giants Shell and Eni | Amnesty International UK  , https://www.duegradi.eu/news/eni-transizione-ecologica/ , https://www.greenpeace.org/static/planet4-italy-stateless/2024/06/2b8bf675-eni-e-il-gas-del-congo_cronaca-di-un-fallimento_def.pdf ,  https://www.amnesty.it/nigeria-scoperte-gravi-negligenze-parte-shell-ed-eni/ , https://studiolegalesaltalamacchia.com/en/environmental-causes/community-ikebiri-against-eni-naoc/

venerdì 20 febbraio 2026

Vapore Acqueo Naturale vs Vapore Acqueo Centrali Nucleari: le differenze

Articolo 10 del 07/02/2026 (Aggiornato) Episodio 2 di VS


Oggi vi porto in questo Articolo con molti collegamenti ad altri miei pubblicati, è il secondo di due Format. Vi riporto nel mondo delle Centrali Nucleari ( link al primo episodio: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/nucleare-sotto-la-lente-analizziamo-il.html ) ed è anche il Secondo Episodio dei VSlink al primo episodio: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/aria-urbana-vs-aria-naturale-la-verita.html). 

Questa Ricerca assieme a voi è ispirata al primo VS per scovare le differenze tra Vapore Acqueo Naturale e Vapore Acqueo delle Centrali Nucleari.

Esempio di Centrale Nucleare

Cos’è il vapore acqueo in generale

Il vapore acqueo è semplicemente acqua allo stato gassoso ( sono molecole di H₂O in forma gassosa, invisibili) che si forma quando l’acqua liquida riceve calore sufficiente per evaporare. Anche l’umidità nell’aria, le nuvole leggere o la foschia sono costituite da acqua in forma gassosa o da piccole goccioline originate dalla condensazione del vapore. Presente in Atmosfera in quantità variabile, la sua media è circa 1% e circa il 4% del volume dell'aria in massa/volume.

Aspetti importanti:

  • È un gas naturale presente nell’atmosfera.

  • Senza combustione o reazioni chimiche: è solo acqua che cambia stato.

  • A temperatura ambiente non si vede; ciò che vediamo (come una nuvola sopra un bollitore) sono goccioline condensate.

È uno dei componenti principali dell’aria umida, che è una miscela di:

  • aria secca (principalmente azoto e ossigeno),

  • vapore acqueo.

Processo di formazione

Il vapore si forma tramite:

  • evaporazione — l’acqua liquida diventa gas;

  • sublimazione — il ghiaccio passa direttamente al gas.

Entrambi i processi richiedono energia e calore: nel passaggio di fase l’energia viene assorbita o rilasciata.

 Proprietà fisiche

Per descrivere il vapore acqueo tecnicamente si usano concetti come:

  • pressione parziale → la pressione che il vapore acqueo esercita dentro l’aria (parte della pressione totale dell’aria);

  • pressione di saturazione → la massima pressione che il vapore può raggiungere a una certa temperatura prima di condensare;

  • umidità assoluta e relativa → grandezze che quantificano quanto vapore è presente rispetto alla massima quantità possibile a quella temperatura.

 Perché è importante

Il vapore acqueo:

  • è fondamentale nel ciclo dell’acqua (evaporazione → nuvole → precipitazioni → ritorno all’ambiente)

  • influenza il clima e il tempo (influenza la formazione di nuvole, pioggia e temperatura);

  • agisce come un gas serra naturale, trattenendo parte del calore nell’atmosfera.


Cos’è il vapore nelle centrali nucleari

Nelle centrali nucleari, come in qualsiasi centrale termica, si utilizza un ciclo termodinamico (il ciclo di Rankine) per trasformare calore in elettricità.

Come viene prodotto:

  1. Nel nocciolo del reattore il combustibile nucleare (uranio) subisce fissione e genera calore.

  2. Questo calore viene trasferito all’acqua, che si riscalda fino a diventare vapore ad alta pressione.

    • In alcuni tipi di reattori questo avviene direttamente nel nucleo (BWR).

    • In altri, l’acqua calda passa in uno scambiatore e il vapore si forma in un circuito separato (PWR).

  3. Il vapore spinge una turbina, che genera elettricità.

  4. Dopo la turbina, il vapore viene raffreddato e condensato in acqua e rimesso in circolo.a. Parte del calore residuo viene rilasciato nell’ambiente tramite torri di raffreddamento, dove l’acqua evapora e forma una nuvola di vapore acqueo.

In pratica, il vapore è acqua trasformata ad alta temperatura e pressione per produrre energia. È lo stesso principio fisico (acqua → vapore che fa girare una turbina) usato anche nelle centrali a carbone o gas, ma il calore non viene da una combustione, bensì dalla fissione nucleare

Ha Impatto Ambientale? 

La nuvola che si forma in cima alle torri è vapore acqueo condensato: quando l’aria calda umida lascia la torre e si mescola con aria più fredda, l’umidità si trasforma in minuscole goccioline simili alla nebbia (una nube bassa).

I circuiti di raffreddamento che producono il vapore nelle torri non entrano in contatto con l’acqua che ha circolato direttamente nel reattore. Pertanto, il vapore acqueo rilasciato dalle torri è non radioattivo e non trasporta materiali nocivi nell’aria.

Dal punto di vista ambientale:

  • Il vapore non è inquinante come i fumi delle centrali a combustibile fossile (che contengono CO₂, particolato, ossidi di zolfo e azoto).

  • Può esserci un impatto termico sull’acqua di raffreddamento che ritorna a fiumi o laghi, ma ciò riguarda la temperatura dell’acqua, non la radioattività dell’aria.


Breve Focus sull' Inquinamento Termico

Il termine Inquinamento Termico è stato usato per indicare gli effetti dannosi dello scarico di effluenti riscaldati da varie centrali elettriche. Denota l’alterazione della qualità e il deterioramento dell’ambiente acquatico e terrestre da parte di vari impianti industriali come quelli termici, atomici, nucleari, a carbone, generatori di campi petroliferi, fabbriche e mulini

Gli effluenti scaricati da queste fonti hanno una temperatura superiore a quella dell’acqua di ingresso che riduce la concentrazione di ossigeno nell’acqua e ciò causa effetti deleteri sull’ecosistema acquatico.


Classifica da dove si produce= Primo posto: si trovano le Centrali Nucleari, al Secondo: Centrali a Carbone, al Terzo: Affluenti Industriali ( fiumicelli e scarichi industriali non a Norma), Quarto posto: Liquami Domestici ( generalmente connessi all'Impianti di depurazione. Link al mio articolo: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/01/depurazione-delle-acque-spiegata.html ), Quinto: Energia Idroelettrica ( link al suo inventore: https://lucavanerioambiente.blogspot.com/2026/02/persone-famose-ed-ambiente-nikola-tesla.html). Concludiamo questa classifica con Sesta: Centrali Termiche

CONCLUSIONE

Da questa ricerca si deduce che il Vapore Acqueo Naturale è naturalmente presente in Atmosfera, come tutti abbiamo studiato, ci serve per il Ciclo dell'Acqua. La media è tra l'1% e 4% nella massa d'Aria Naturale. Il Vapore Acqueo generato dalle Centrali Nucleari, generalmente, non rilascia Gas Serra e Radioattività ( anche se l'ultima non è scontata, siccome non è detto che tutto vada bene), giustamente sottolinearlo che rilasciano Vapore Acqueo Caldo e questo genera comunque Riscaldamento all'Atmosfera Esterna che può ridurre l'Ossigeno negli effluenti quali Fiumi, Laghi o Mari su cui sorgono le Centrali Nucleari ( chiamato Inquinamento Termico).

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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Fonti= https://it.wikipedia.org/wiki/Aria_umida , https://iere.org/what-is-water-vapor , https://it.wikipedia.org/wiki/Aria , https://www.chimica-online.it/ , https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/educazione-e-formazione-ambientale/3956_Quaderni_formazione_ACQUA.pdf , https://biologyinsights.com/what-is-the-smoke-coming-out-of-nuclear-power-plants/ , https://www.nucleartourist.com/basics/environ1.htm , https://nuclear.duke-energy.com/2021/10/14/cooling-towers-what-are-they-and-how-do-they-work , Centrale nucleare - Wikipedia , In che modo le centrali nucleari contribuiscono all'inquinamento termico , Inquinamento termico: Fonte, effetti nocivi e misure preventive | Carlos Ramirez

domenica 8 febbraio 2026

Amianto: Ricerca e mio contesto personale

Articolo 11 del 08/02/2026

Oggi vi porto nella "guerra di Famiglia" della mia vita, ossia l'Amianto. Ve la riporto come ricerca anche se l'ho trattata anche a Scuola. Ora vi spiego i motivi: Fin da ragazzino vedevo mio papà ritornare dal suo lavoro colui che lavora i tetti ( lattoniere) che tornava a casa o bardato ( con le tute protettive anti-amianto e che si vedono nei film) o , appena a casa, si doveva subito igienizzare ( con doccia ecc) onde evitare l'esposizione di noi familiari. Col passare del tempo ed aumentare della mia curiosità, gli chiesi dove lavorava ecc e lui mi disse nella ex attività di famiglia la quale rimuoveva amianto ( per via di leggi, incentivi statali ecc). Vi porto in questa ricerca ripensando a quei momenti:



Foto 1: Minerale Asbesto e Foto 2: Le coperture in Amianto



COS’È L’AMIANTO

L’amianto (o asbesto) è un termine che indica un gruppo di minerali naturali fibrosi appartenenti alla famiglia dei silicati. Le fibre sono molto sottili, lunghe e facilmente separabili, con proprietà uniche: resistenza al calore, isolamento termico e resistenza alla corrosione e alla trazione. Per queste ragioni è stato usato per decenni nell’edilizia e in vari settori industriali.

I principali tipi di amianto sono Sei: Crisotilo (bianco), Crocidolite (blu), Amosite, Antofillite, Tremolite e Actinolite.

Storia 

L’uso dell’amianto risale a tempi antichi: Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. già segnalava problemi di salute negli schiavi che vi lavoravano.

Nel Novecento l’amianto divenne un materiale industriale strategico perché economico e con ottime prestazioni tecniche. È stato ampiamente utilizzato:

  • Edilizia: Coperture, pannelli, tubazioni, coibentazioni.

  • Industria navale e ferroviaria: Isolamento termico di navi e treni.

  • Industria automobilistica: Freni e frizioni.

  • Tessuti ignifughi, guarnizioni, carta resistente al fuoco.

Produzione nel mondo

Fino agli anni ’80 l’amianto veniva estratto e prodotto in molti Paesi industrializzati. Dopo il riconoscimento dei danni per la salute la produzione è drasticamente calata nei Paesi occidentali, ma ancora oggi in alcune aree del mondo l’amianto viene estratto e utilizzato, soprattutto in Russia, Cina, Brasile e Kazakhstan, dove è impiegato nei materiali da costruzione.

In Italia l’azienda più famosa legata alla produzione di manufatti in cemento-amianto è stata Eternit, con uno degli impianti più grandi d’Europa a Casale Monferrato (AL) attivo fino al 1986.

Perché è Pericoloso

Il problema dell’amianto nasce dalla forma delle sue fibre: sottili, leggere e lunghe, se si disperdono nell’aria e vengono inalate possono raggiungere profondamente i polmoni e la pleura.

Una volta entrate nell’organismo, queste fibre non vengono efficacemente eliminate e possono causare:

  • Asbestosi = Una Fibrosi Polmonare Cronica causata dall’accumulo di fibre nei polmoni.

  • Mesotelioma = Un Tumore Maligno della Pleura (o Peritoneo), tipico dell’esposizione ad amianto.

  • Carcinoma polmonare = Il rischio di cancro al polmone aumenta con l’esposizione, soprattutto se abbinata al fumo di sigaretta.

  • Altri tumori (laringeo, ovarico)= Evidenze scientifiche mostrano associazioni anche con altri tumori.

Le malattie da amianto hanno un lungo periodo di latenza: spesso i sintomi compaiono tra i 15 e 40 anni dopo l’esposizione. 

Perché è cancerogeno

Tutte le forme di amianto sono classificate come cancerogene per l’uomo dalle principali agenzie sanitarie internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

Il meccanismo di cancerogenicità è legato al fatto che le fibre, una volta inalate, si depositano nei tessuti respiratori e irritano cronica­mente le cellule, provocando infiammazione, danno cellulare e mutazioni che possono evolvere in tumori. Non esiste una dose sicura sotto la quale l’esposizione all’amianto non sia considerata pericolosa.

Il divieto in Italia

In Italia l’uso dell’amianto è stato vietato con la Legge 257 del 27 marzo 1992 (“Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”). Con questa normativa è stato proibito l’impiego, la produzione, l’importazione e la commercializzazione di materiali contenenti amianto.

La legge ha imposto anche l’obbligo di mappatura e bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nelle costruzioni e negli impianti, oltre a un sistema di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti.

Situazione attuale

Nonostante il divieto dal 1992, esistono ancora milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto in edifici, scuole, impianti industriali e infrastrutture. La rimozione e la bonifica sono attività complesse e costose, e la pericolosità dipende spesso dallo stato di conservazione dei materiali (friabile vs non friabile).

In Italia ogni anno si registrano ancora nuove diagnosi di mesotelioma e malattie asbesto-correlate in lavoratori e cittadini esposti in passato.

Breve Legislazione

1. Legge 27 marzo 1992, n. 257

Titolo: Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto
Cos’è: la norma fondamentale che ha vietato in Italia l’uso, la produzione, l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione dell’amianto e dei materiali che lo contengono.
Cosa prevede: anche l’obbligo di inventariare e gestire i materiali contenenti amianto e di pianificare la loro bonifica.

 Decreto Ministeriale 6 settembre 1994

Titolo: Normative e metodologie tecniche di applicazione della Legge 257/1992
Cos’è: dettaglia come valutare lo stato dell’amianto nei materiali, le tecniche di controllo e gli interventi di bonifica.
Cosa prevede: modalità tecniche per analisi, manutenzione, rimozione e gestione dei materiali contenenti amianto.

 Decreto Legislativo 81/2008 – Titolo IX, Capo III

Titolo: Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Cos’è: disciplina la tutela dei lavoratori esposti all’amianto sui luoghi di lavoro.
Cosa prevede: obblighi per i datori di lavoro su valutazione del rischio, prevenzione, formazione, sorveglianza sanitaria e misure di protezione.

 Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 213 (in vigore dal 24 gennaio 2026)

Titolo: Attuazione della direttiva UE 2023/2668
Cos’è: aggiorna e rafforza la disciplina italiana su amianto nei luoghi di lavoro, integrando la normativa europea.
Cosa cambia: maggiori obblighi di individuazione preventiva, misurazioni più rigorose, formazione e controlli; aggiornamento delle soglie di esposizione e delle procedure operative.

Altre leggi:

  • D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 114 – norme su inquinamento ambientale (aziende e siti con amianto).

  • D.Lgs. 36/2003 – recepimento direttiva rifiuti (gestione delle discariche di rifiuti, compresi quelli con amianto).

  • Art. 20 Legge 23 marzo 2001, n. 93censimento dei siti con amianto e interventi di bonifica.

  • D.M. Ambiente 18 marzo 2003, n. 101 – regole per la mappatura e la bonifica urgente

CONCLUSIONE

Nonostante l'Amianto sia veramente bandito, ne troviamo effetti ed esposizione attualmente. Per questo caso non è colpa di nessuno, le leggi come vi ho riportato, iniziano dal 1992 e si parla di 34 anni fa. Se vorrete Articolo di ricerca dove cerco chi l'ha inventato o quale azienda, questo articolo l'ho voluto generalizzare in modo che chiunque lo capisca. Ci tengo molto a questo argomento dal punto di vista personale e professionale perché ho vissuto, nonostante ero un bambino-ragazzino, sulla mia pelle e ci tenevo a condividerlo con voi.

REGALO A VOI LETTORIONA crea mappa interattiva: segnalati i siti contaminati , Mappatura Nazionale | Sportello Amianto Nazionale

Grazie dell'attenzione e la lettura.

Da Luca Vanerio

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Se siete una testata giornalista e vi interessa una collaborazione ( interviste, articoli ecc) potete contattarmi in direct su Facebook e vi darò miei contatti personali.

FONTI= https://www.salute.gov.it/new/it/tema/rischio-chimico/il-problema/ , https://www.ok-salute.it/salute/siamo-ancora-esposti-al-rischio-amianto/ , https://almanacco.cnr.it/articolo/3778/amianto-l-incorruttibile-assassino , https://www.rimedilizia.it/approfondimenti/la-storia-dellamianto-in-edilizia-11 , https://www.avvenire.it/attualita/amianto-perche-e-ancora-un-problema-serio_67627 , https://www.ediliziaesmaltimento.it/cose-lamianto-perche-fa-male , https://it.wikipedia.org/wiki/Eternit , https://www.inail.it/portale/prevenzione-e-sicurezza/it/come-fare-per/conoscere-il-rischio/polveri-e-fibre/amianto.html , https://it.wikipedia.org/wiki/Asbestosi , https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/asbestosMappa del rischio amianto e bonifica , https://www.insic.it/tutela-ambientale/bonifiche-articoli/amianto-bonifica-rimozione-e-smaltimento , https://www.sportelloamianto.com/amianto-dal-24-gennaio-cambia-tutto-pubblicato-il-decreto-legislativo-31-dicembre-2025-n-213

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