Articolo 6 del 24/01/2026
Su richiesta, oggi vi parlo delle Centrali Nucleari (P.S= Ho fatto una ricerca su più fonti- che potete trovare in fondo se volete approfondire). Ho eseguito questa ricerca personale concentrandomi sull' impatto quotidiano di una Centrale Nucleare.
Componenti chiave di essa:
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Reattore nucleare: dove avviene la fissione controllata.
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Barre di combustibile: contengono l’uranio fissile.
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Controllo neutronico: dispositivi (control rods) che regolano la velocità della reazione.
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Sistema di raffreddamento: porta il calore al generatore di vapore.
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Turbine e generatori: trasformano il calore in elettricità.
Rifiuti radioattivi
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Il maggiore effetto ambientale specifico del nucleare è la produzione di scorie radioattive, che restano pericolose per migliaia di anni e richiedono stoccaggio sicuro.
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In Italia, le scorie gestite sono migliaia di metri cubi e sono concentrate in depositi temporanei in attesa di soluzioni di stoccaggio definitivo.
Contaminazione ambientale da dismissioni e scarichi
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Studi e indagini mostrano che centrali o impianti di combustibile possono rilasciare elementi radioattivi nell’ambiente sebbene sotto i limiti normativi, come nel caso di scarichi di Uranio.
Ecosistemi acquatici
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L’uso di acqua di raffreddamento può alterare termicamente ambienti acquatici, con potenziali effetti su fauna e flora; questo è un impatto spesso sottovalutato rispetto alle emissioni di carbonio.
Eventi catastrofici storici come Chernobyl (1986) e Fukushima (2011) hanno dimostrato che:
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Le ricadute radioattive possono contaminare suolo, acqua e aria su vaste aree.
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Anche dopo la normalizzazione delle condizioni, tracce di radionuclidi possono persistere nell’ambiente (ad esempio Plutonio in sedimenti studiato in Spagna).
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Studi su scarichi controllati di acqua triziata da Fukushima mostrano che, dopo la dispersione e mescolamento, i valori spesso risultano ben al di sotto dei limiti sanitari internazionali (WHO), ma il dibattito scientifico è attivo.
Le centrali nucleari non emettono CO₂ durante il normale funzionamento (non c’è combustione) e non producono ossidi di azoto o di zolfo come carbone o gas.
Studi di life-cycle assessment (L.C.A.) stimano che le emissioni di CO₂ equivalenti per kWh ( unità dell' energia elettrica) siano dell’ordine di circa 10-30 g CO₂e/kWh, valori molto più bassi di quelli dei combustibili fossili. ( In Calcolo CO2: CO2e sta per CO2equivalente).
Questo rende il nucleare comparabile alle rinnovabili “pulite” dal punto di vista delle emissioni di gas serra.
Emissioni dirette durante il normale funzionamento
Vapore acqueo dalle torri di raffreddamento= Quello che vedi “uscire” dalle torri non è fumo dannoso ma vapore d’acqua. È l’effetto del sistema di raffreddamento e non contiene gas serra o inquinanti chimici di combustione come CO₂ o NOₓ.
Scarichi radioattivi molto bassi e controllati =Anche durante il normale funzionamento alcuni prodotti della fissione (radioisotopi) possono essere rilasciati in quantità molto piccole e monitorate nell’aria, sempre sotto limiti di sicurezza stabiliti da regolamenti internazionali.
Questi includono soprattutto gas nobili radioattivi e isotopi leggeri:
- Xenon e krypton radioattivi (gas prodotti dalla fissione) che possono fuoriuscire in forma gassosa.
- Tritio, un isotopo dell’idrogeno che può essere presente in forma di vapore acqueo.
- Altri elementi tracciabili come piccolissime quantità di Iodio, Cesio, Cobalto possono comparire nei rilasci controllati, in dosi basse e sotto rigido controllo degli impianti.
Queste emissioni sono misurate, regolate e tenute ben al di sotto dei limiti che possano costituire un rischio per la salute umana o l’ambiente.
Cosa non emettono normalmente
- Gas serra principali (CO₂, Metano, Ossidi di azoto) = Le centrali nucleari non producono emissioni di gas serra o di inquinanti chimici nell’operazione di generazione elettrica perché non bruciano combustibili fossili come carbone o gas.
- Particolato o Fumi tossici da combustione= Non ci sono camini che emettono fumi prodotti da combustione di materiali; il “fumo” visibile è solo vapore d’acqua.
Emissioni legate al ciclo di vita
Se consideriamo tutto il ciclo di vita di una centrale ,dall’estrazione dell’uranio alla costruzione e smantellamento ,allora ci sono emissioni indirette di gas serra associate per esempio all’energia usata per estrazione, trasporto e attività industriali.
Ma queste non sono rilasci derivati dalla reazione di fissione in sé: sono effetti indiretti del sistema complessivo di produzione energetica.
Uranio e mining
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La produzione di energia nucleare inizia con l’estrazione e il trattamento dell’Uranio ( Uranio 238-235-234. Normalmente presente in natura) , attività che causa Erosione del suolo, Contaminazione delle acque ed Impatti sulla biodiversità nelle aree minate dall'estrazione.
Fine vita degli impianti
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La dismissione delle centrali è complessa e costosa: il materiale deve essere smantellato, i siti bonificati e le scorie gestite per lunghissimi periodi.( L'ho messo in Grassetto in quanto lo smantellamento, Bonifica Ambientale e gestione scorie non avviene al battito di ciglia o nel giro di qualche giorno. Esempio Italiano: Per la sola Gestione della Bonifica di un Sito Contaminato da gas, Idrocarburi pesanti, Metalli, Petrolio/ Gasolio- Esempi tosti che vi riporto per la mia breve ed intensa esperienza nel settore delle Bonifiche- Oltre al fatto economico, anche i fattori di Burocrazia ( in media 5 anni in su), l'Unico fatto che avviene Immediatamente è l'Intervento Preventivo/Precauzionale per la Sicurezza delle Persone Esposte e Salute Pubblica- nome tecnico MISE. P.S= Avviene su Suolo, Suolo Profondo-semplicemente: Sottoterra, Acque: Fiumi, Laghi e Mari, Acque Sotterranee o Falde Acquifere e su Rifiuti- In attesa Smaltimento da Aziende che le portino in discarica od Impianti Autorizzati).
☢️ ISIN – Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione
L’ISIN è l’autorità italiana che si occupa di protezione dalle radiazioni e del monitoraggio delle attività nucleari, anche se al momento in Italia non ci sono centrali nucleari attive. Tuttavia gestisce dati e report sulla radioattività ambientale prodotta da attività passate e in corso di decommissioning.
Nel loro archivio puoi trovare i rapporti annuali di monitoraggio radioattività ambientale, con indicatori e livelli rilevati su suolo, aria, acqua e alimenti.
ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile
ENEA produce studi tecnici e partecipa a progetti europei per ridurre il rilascio di sostanze radioattive dall’energia nucleare (es. progetto UE per ridurre il rilascio di trizio dai reattori).
Nel suo archivio di pubblicazioni tecniche si trovano anche valutazioni comparative dell’impatto ambientale delle tecnologie energetiche, inclusa quella nucleare, con approcci come il Life Cycle Assessment (LCA).
ENEA partecipa anche a iniziative europee per sviluppare tecnologie nucleari innovative come i piccoli reattori modulari (SMR) con potenziali vantaggi ambientali rispetto ai reattori tradizionali.
Commissione Europea / Euratom
La UE, tramite il Trattato Euratom, promuove standard di nuclear safety, protezione dalle radiazioni e gestione dei rifiuti radioattivi per tutelare ambiente e salute umana.
La Commissione Europea ha pubblicato proposte legislative e programmi per promuovere:
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sicurezza nucleare elevata e prevenzione di incidenti;
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protezione dalle radiazioni;
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gestione sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi;
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decommissioning delle installazioni nucleari.
ENSREG – Gruppo europeo dei regolatori della sicurezza nucleare
L’ENSREG è un organismo indipendente di esperti nazionali dell’UE che monitora e fornisce linee guida su sicurezza nucleare, radioprotezione e gestione dei rifiuti per proteggere ambiente e persone.
La ragione tecnica è semplice: la fissione usa combustibile finito (ad es. l’uranio-), che non si rigenera naturalmente nel tempo come il sole, il vento o l’acqua dei fiumi e produce scorie radioattive.
Per questo molte istituzioni lo considerano una fonte a basso impatto climatico e utile nella transizione energetica.
CONCLUSIONE


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